Ogni Lasciato
è Perso (4) - Scene 112 - 141
SCENA 112 - CASA PIERO ESTERNO GIORNO
Izzo è davanti al portone e
sta lucidando le targhette del citofono.
CITOFONO
Chi è?... Chi è?...
Chi è?
IZZO
Falso allarme. Sono Izzo, il portiere,
sto lucidando...
CITOFONO
Chi è?
IZZO
Cavaliere, sono io. Mi sono messo
la sua giacca. Mi sta benissimo.
Izzo ha una giacca enorme, con un taglio
anni settanta. Piero esce dal portone con la valigia. Entra in un taxi.
PIERO
Izzo, dove lo passa il capodanno?
IZZO
Come Natale. In guardiola con mia
moglie.
PIERO
Io lo passo a Roma, con la mia fidanzata
che viene apposta dall'America...
STACCO SU
SCENA 113 - CASA LOS ANGELES INTERNO
GIORNO
Isabella sta parlando al telefono.
ISABELLA
Mi devi dare tempo. Non so cosa mi
stia succedendo. Pensavo fosse uno scherzo, invece è una cosa seria,
troppo seria. Tu sei una meteora che mi è caduta sulla testa. Mi
sento canne al vento. Io non posso lasciare uno con cui sono stata tutto
questo tempo... Lui ha una personalità fortissima. E' dentro il
mio cervello. Te l'avevo detto, che non era sicuro che ce la facevo.
STACCO SU
SCENA 114 - INTERNO STUDIO TV
Siamo sul set della trasmissione "That's
amore". Si sente in sottofondo la musica della trasmissione. Piero passeggia
nervosamente parlando al telefonino.
PIERO
Guarda che tu hai tutto il tempo che
vuoi... Io posso aspettare. In fondo anch'io sto uscendo adesso da un periodo
nero. Cioé nerissimo. Anch'io mi sono sentito morire, però
poi ce l'ho fatta, mi devi credere.
STACCO SU
SCENA 115 - INTERNO GIORNO CASA
LOS ANGELES
Isabella sta parlando al telefono.
Dietro di lei si scopre l'indiano. E' un tipetto piccolino, molto carino,
vestito in modo minimalista, a piedi nudi. Immobile. Piange in silenzio:
è indiano.
ISABELLA
Mi complichi la vita. Non bastava
lui. Adesso ci sei anche tu. Io non ce la faccio. Vorrei sparire su Marte
e venire giù ogni tanto a raccontare ai miei amici e a mia madre
come si sta... Io quando penso a te, ti penso ancora in modo tenerissimo.
La cosa che ci è successa è una cosa tenerissima. Chissà,
forse sei l'uomo giusto, ma nel momento sbagliato...
PIERO F.C.
(voce telefonica)
Sarà un problema di fuso orario...
STACCO SU
SCENA 116 - STRADE
ROMA ESTERNO NOTTE
Piero cammina lungo la strada. Un
piccoletto lo segue. Piero cerca di seminarlo accelerando. Poi si ferma.
Cerca di comporre un numero sul proprio telefonino. Il piccoletto si fa
coraggio e si avvicina.
PICCOLETTO
Aò, ma tu somigli a quello
della TV. Che sei tu?
PIERO
Purtroppo.
PICCOLETTO
Ammazza quanto sei alto...
Il piccoletto si allontana.
PICCOLETTO
(allontanandosi)
Quando vai in TV, ricordate de Cesare.
Se hai bisogno...
Piero riprende a fare il numero sul
telefonino.
STACCO SU
SCENA 117 - CASA
MARTINA INTERNO NOTTE (ALTERNATO A PRECEDENTE)
Segreteria telefonica. Il telefono
suona. Scatta la segreteria con la voce di Martina.
MARTINA
(voce da segreteria telefonica)
Lasciate un messaggio. Verrete richiamati.
Ciao da Martina.
PIERO
Ciao Martina, sono a Roma... Da Natale
non ti ho più sentita. Volevo scusarmi e parlare un po' con te...
Quando torni a casa chiamami, a qualunque ora. Tu sei l'unica che mi capisce,
che ha la pazienza di sopportarmi. Scusami, chiama, fai un gesto che ti
assicura il paradiso. Ciao.
Intanto la mdp svela la presenza di
Martina, accanto alla segreteria, che ha ascoltato tutto senza rispondere,
con aria critica.
STACCO SU
SCENA 118 - INTERNO
NOTTE HALL ALBERGO
Piero entra nell'albergo. Il portiere
molto alto, in elegante divisa d'ordinanza, lo saluta.
PORTIERE ALTO
Bentornato signor Piero!
PIERO
Non ti puoi mettere in ginocchio?
Sono già depresso!
Piero si dirige verso il bancone e
chiede al portiere le chiavi della stanza.
PORTIERE
(ammiccando)
Signor Piero, finalmente è
arrivato. C'è una bella sorpresa per lei in camera.
PIERO
E' chi è?
PORTIERE
Gliela manda il suo amico Charlie.
PIERO
Com'è?
PORTIERE
Vuole vedere la foto sulla carta di
identità?
PIERO
No. Lei cosa mi consiglia?
PORTIERE
Si beva un cognac e vada su.
STACCO SU
SCENA 119 - CAMERA ALBERGO PIERO
INTERNO NOTTE
La ragazza sta possedendo furiosamente
Piero. La si vede in soggettiva nell'inequivocabile movimento a stantuffo.
Lei è sopra ed è in preda al massimo della passione. Il suo
viso non è certo quello di una top model.
RAGAZZA
Oggi è il mio compleanno. Che
bel regalo che mi stai facendo!... Una parola e sarò tua per sempre!
PIERO
Aiuto!
STACCO SU
SCENA 120 - SALA DA PRANZO CASA
TROVATO INTERNO SERA
Sala da pranzo di una casa arredata
stile art deco, ma con vezzi sopra le righe di chiara scelta femminile.
Qualche quadro alle pareti. Trovato e Piero stanno mangiando al tavolo.
La moglie di Trovato è ad una sbarra da ballerina e, con un po'
di fatica, alza la gamba modello Carrà.
BABI
Un due tre... Un due tre... La frase
più importante che Riccardo mi ha detto in tutti questi anni è
stata: "Io ti amo così tanto che sono andato contro i miei princìpi"...
PIERO
Come fate a stare assieme che siete
così diversi?
TROVATO
Se stiamo insieme, il merito è
nella caduta del muro di Berlino. La vera libertà è essere
diversi, ma simili. L'ultima moglie di Mao, ricordiamocelo, era una ballerina.
BABI
Senti, Piero, Beatrice? Che fine ha
fatto? non ne parli più. Era l'amore della tua vita e non ne parli
più...
PIERO
No, è lontana. L'ho dimenticata...
Anzi oggi, dopo tutto questo tempo, mi chiedo come ho potuto fare tante
cazzate.
TROVATO
Tu con quella ragazza hai sbagliato
tutto. L'hai aggredita, lei hai chiesto di sposarla. Sei stato generoso
troppo tardi. Secondo me, conoscendola, lei ti vuole ancora bene...
Trovato tira fuori il suo telefonino
e compone un numero.
PIERO
Cosa fai?
TROVATO
La chiamo.
PIERO
Lascia stare. Non è il caso.
Non apriamo vecchie ferite. Non mi interessa più. L'amore non è
eterno.
TROVATO
Pronto, Beatrice, sono Riccardo Trovato...
Piero si zittisce di colpo ed ascolta
con un misto di paura e speranza le parole di Trovato e i silenzi di Beatrice.
TROVATO
Uh, come stai?... Ah, benissimo, sono
contento... E' da tanto che non ci sentiamo... Anche Babi voleva sentirti.
BABI
Ciao, Bea!... (a Piero) Dopo ci parlo
io. Siamo dello Scorpione tutt'e due. Ci capiamo.
TROVATO
Sì, ogni tanto lo sento Piero,
quando viene a Roma... Anche l'uomo più temprato, l'uomo di successo,
in queste situazioni un po' patisce... Sai com'è fatto. Ha sofferto...
Ah, bene, sono contento per te, farà piacere a Babi... Senti, volevamo
invitarti a cena una sera di queste, così parliamo ancora un po'...
Bene, va bene quando torni dal Messico... Bello il Messico, paese di grandi
contraddizioni storiche, il Chapas, Zapata e Pancho Villa, la strage di
Piazza delle Tre Culture ... Va be, ti lascio andare, ciao, ciao cara....
(a Piero) Piero, ho una buona e una cattiva notizia. La brutta notizia
è che ha un altro. La buona è che è incinta.
STACCO SU
SCENA 121 - CORRIDOIO
PRONTO SOCCORSO INTERNO NOTTE
In soggettiva da una barella luci
sul soffitto in movimento. Un infermierone negro peloso e semipelato spinge
la barella. Piero è sulla barella, in smoking. A destra della barella
appare il faccino triangolare di Izzo, che corre appoggiandosi alla lettiga.
A sinistra appare anche la moglie che arranca.
IZZO
Piano, che mia moglie tiene i tacchi.
La barella scompare dietro una porta
semovente.
STACCO SU
SCENA 122 - STANZA PRONTO SOCCORSO
INTERNO NOTTE
Primo piano di Piero che riceve due
sonori schiaffoni dalle manone nere dell'infermiere.
IZZO
Proprio oggi, il giorno della sua
festa, il compleanno. Ce l'ha fatta lui la sorpresa.
Accanto al letto di Piero ci sono,
oltre all'infermiere nero, Martina, Izzo, la moglie e un primario di 65
anni, capelli bianchi, camice bianco, marcato accento toscano. Alza gli
occhi dalla cartella clinica che sta leggendo.
PRIMARIO
Allora, la lavanda gastrica gliel'abbiamo
fatta, è fuori pericolo... Otello, fagli un caffè che si
tira su. Uno anche per me, che stanotte non ho dormito.
Otello, l'infermiere negro, esce dalla
stanza.
PRIMARIO
Ma perché l'ha fatto?
IZZO
Per amore, professore, il cuore non
va mai in pensione.
PRIMARIO
Lo dici a me!
MARTINA
(a Piero)
Sei un idiota.
PRIMARIO
Tutto bene è quel che finisce
bene, ma adesso lasciatelo solo, che è ancora un po' rincoglionito..
STACCO SU
SCENA 123 - STANZA
PRONTO SOCCORSO INTERNO NOTTE
In penombra vediamo Piero sul letto
ed accanto Martina. Piero ha un caffè in mano.
PIERO
Mi gira la testa..
MARTINA
Se non ti fa piacere che io stia qui,
vado anch'io...
PIERO
Che mi lasci solo?
MARTINA
Con te mi sento di troppo.
PIERO
Non è vero. E lo sai.
MARTINA
Ascolta me, che si sono già
passata. Ne eri uscito. Non ricascarci. Non ne vale la pena.
PIERO
Hai voglia di fermarti a dormire qui?
Martina sorride. Si avvicina a Piero
e lo bacia. Martina si stacca con un'espressione tra il fastidio e la sorpresa.
MARTINA
Ma cosa hai bevuto?
PIERO
Lavanda gastrica.
Martina sorride. Si apre la porta ed
entra una giovane infermiera, longilinea, capelli corti, viso molto carino.
Controlla il flusso della flebo.
INFERMIERA
Le dispiace farmi un autografo per
il mio fidanzato?
Piero debolmente firma un autografo
all'infermiera.
INFERMIERA
Sa che lei è molto meglio dal
vivo?
Martina si alza e si sposta verso la
porta. La mdp la segue. Entra Diego trafelato, vestito con la tuta da scherma.
Si ferma sulla porta e parla con Martina.
DIEGO
Nell'ospedale più di merda
d'Europa, l'avete portato. Lontano da tutto... Come sta?
MARTINA
Adesso bene.
DIEGO
Sono arrivato appena ho potuto. Non
mi sono nemmeno cambiato.
MARTINA
Adesso che ci sei tu, io vado a bloccare
sua madre prima che le venga un infarto. Ci vediamo dopo.
Martina esce e Diego entra nella stanza
e riconosce l'infermiera.
DIEGO
Federica!
INFERMIERA
Diego!
Imbarazzo.
DIEGO
Non sei cambiata per niente.
INFERMIERA
Per quello che si vede neanche tu.
DIEGO
Tutto bene?
INFERMIERA
Parli di lui?
DIEGO
Ma che lui? (sottovoce) Lui è
un poveretto... Prendere tutte quelle pastiglie per niente... Una stupida
leggerezza. Inutile. Quando un amore finisce, bisogna mettersi il cuore
in pace. Se si ama veramente qualcuno, bisogna lasciarlo libero, come dice
Sting, il mio preferito, come tu sai. Lo ascolto la notte in macchina quando
guido da solo all'impazzata, prima di navigare un po'.
INFERMIERA
Tu non sai che piacere mi fa rivederti.
DIEGO
Io ti devo ringraziare perchè...
PIERO
(dal letto)
...la sofferenza fa crescere.
DIEGO
Infatti. Amore è dare e non
ricevere. Per esempio. Tu stai ancora con quel tipo, quel chirurgo delle
Molinette?
INFERMIERE
No. E' finita. Non eravamo fatti per
stare assieme... Adesso sto con un altro.
DIEGO
.... E' meglio così. Quello
era troppo vecchio per te...
Dal corridoio si sente una voce gridare
con evidente accento toscano. E' il primario.
PRIMARIO F.C.
Dov'è la mia bambina?!!!
Diego guarda l'infermiera, poi Piero,
poi ancora l'infermiera...
STACCO SU
SCENA 124 - CORRIDIO PRONTO SOCCORSO
INTERNO NOTTE
Nel corridoio il primario arranca,
urlando a squarciagola.
PRIMARIO
Otello! Dov'è la mia bambina?
Dove siete che devo andare a casa?
STACCO SU
SCENA 125 - STANZA
PRONTO SOCCORSO INTERNO NOTTE
Inquadratura dall'alto. Su due lettini
vicini ci sono Piero, in smoking nero, e Diego, in divisa da scherma bianca.
Sotto di loro un pavimento verde.
PIERO
Diego, Martina mi ha baciato.
DIEGO
Che te ne frega, mica te la devi sposare.
STACCO SU
SCENA 126 - ROMA DALL'ALTO ESTERNO
NOTTE
La scena inizia con il cartello "UN
ANNO DOPO". Contemporaneamente parte la musica di "That's amore". Segue
immagine di Roma dall'alto. Scritta: "Febbraio" La musica continua.
STACCO SU
SCENA 127 - STUDIO
TV VISTO NEL TELEVISORE
Nello studio della trasmissione il
conduttore parla. E' Benito.
BENITO
Benvenuti a "That's amore", il programma
sull'amore.
L'inquadratura si apre e sorprendentemente
il personaggio ospite è la moglie cubana.
BENITO
Ospite di questa sera è Lula,
mia moglie, una ballerina cubana che lavora con me. Lo sai che ogni sette
minuti qualcuno si innamora?
LULA
A Cuba ogni quattro.
BENITO
Lula perché stai con me?
LULA
Perché l'amore è cieco.
STACCO SU
SCENA 128 - CAMERA DA LETTO PIERO
Si accende un'abat-jour. Nel letto
ci sono Piero e Martina.
MARTINA
Oggi è san Valentino. Potresti
portarmi a cena. E' quasi un anno che siamo fidanzati
PIERO
"Fidanzati" mi sembra una parola grossa.
Non esageriamo.
STACCO SU
SCENA 129 - INGRESSO PALAZZO CASA
PIERO INTERNO GIORNO
Nell'androne del palazzo, arriva trafelata
dalle scale Martina, seguita da Piero che è in pigiama. Si intravedono
durante la scena Izzo e la moglie che guardano stupiti dalla guardiola,
mentre mangiano spaghetti.
PIERO
Possiamo andare a cena domani sera,
che c'è anche meno casino. Stasera l'avevo già promesso a
loro!
MARTINA
Guarda, è meglio lasciar perdere.
Io vengo sempre dopo gli altri.
PIERO
Dimmi, che devo fare secondo te?
MARTINA
Dovresti usare di più la testa.
PIERO
Quale?
MARTINA
Basta. Sono stufa. Così non
mi va più. Deciditi: o amica o fidanzata.
PIERO
Tutt'e due?
STACCO SU
SCENA 130 - INTERNO TRAM (ALTERNATA
ALLA PRECEDENTE)
Martina è su un tram e sta
parlando al telefonino con Piero.
PIERO
Io sto benissimo con te, ma non è
facile ricominciare un rapporto dopo le fregature che abbiamo preso tutti
e due.
MARTINA
Io con le mie ho risolto. L'unica
fregatura che ho, sei tu.
PIERO
Martina, dimmelo una volta per tutte,
ma perché hai scelto me che non sono biondo, non ho i muscoli e
non ci sono mai?
MARTINA
Perché ti amo.
Piero resta senza parole. Vicino a
lui, con un piatto di spaghetti in mano ci sono Izzo e la moglie, usciti
dalla guardiola.
STACCO SU
SCENA 131 - ESTERNO NOTTE RISTORANTE
La Panda di Villa Serenissima è
parcheggiata davanti ad un ristorante.
STACCO SU
SCENA 132 - INTERNO NOTTE RISTORANTE
Seguiamo un tenore da trattoria che
appoggia una grossa radio su un tavolo e canta a squarciagola, accompagnato
dalla base, "Voce e notte" Tavoli con coppiette dall'aria triste. Seduti
ad un tavolo ci sono Tiberio, Piero, Diego vestiti elegantemente. Candele
e fiorellini su ogni tavolo.
PIERO
Quasi quasi telefono a mia madre.
Almeno parlo con una donna...
Un cameriere accende la candela sul
loro tavolo. I tre si guardano intorno.
DIEGO
Guarda che belle facce. E' la loro
festa. Spendono cinquantamila lire a testa per ricordarsi che stanno assieme.
L'unica faccia allegra qua dentro è Tiberio. Guarda come sta bene.
Non prende più medicine.
Il cameriere porta tre calici di spumante.
PIERO
Di fronte al nostro medico, brindiamo
alla tua guarigione. E anche alla mia.
Piero beve, poi si gira. Ad un tavolo
vicino crede di vede Beatrice con uno. Poi non la vede più.
PIERO
Ribrindiamo alla nostra guarigione!
Piero ribeve e rivede Beatrice ad un
altro tavolo e ad un altro tavolo.
PIERO
Secondo te, tu che sei medico, come
sto?
DIEGO
Meglio di me.
Tutte le donne della sala adesso sono
Beatrice: chi telefona, chi bacia il partner, chi spegne una candelina,
chi scarta un regalo, chi litiga, chi sorride, chi saluta, chi si fa la
foto col fidanzato.
PIERO
Brindiamo solo alla tua.
Tiberio si alza come per fare un discorsetto.
TIBERIO
Ma lo capisci o non lo capisci che
le donne vanno e vengono e gli amici rimangono. Lo capisci?
Tiberio grida così forte che
tutti si girano.
STACCO SU
SCENA 133 - VILLA SERENISSIMA ESTERNO
GIORNO
La Panda, guidata da Diego, arriva
davanti al cancello della villa. E' ammaccata vistosamente sul cofano anteriore.
Sul tettuccio della Panda ci sono due corone di fiori. Su una c'è
scritto "Ti ricorderemo per sempre", sull'altra "Padalino". I Brutos in
una angolo suonano una musica triste.
STACCO SU
SCENA 134 - STANZA
TIBERIO VILLA SERENISSIMA
Tiberio è coricato sul letto.
E' vestito da festa, in nero, con le scarpe lucide. Davanti a lui Izzo,
occchiali scuri, con la moglie, un po' più in là Piero, e
Martina, commossi. Tutti indossano vestiti scuri. Arriva Diego con le corone.
IZZO
Carmela, sono sempre i migliori che
se vanno.
La moglie di Izzo si avvicina a Tiberio
e lo bacia sulla guancia. Arriva Charlie trafelato, occhiali scuri, accompagnato
dalle due mignotte di sempre.
PIERO
Perché l'ha fatto?
DIEGO
Ci ha fregato a tutti. Specialmente
a me. Ha fatto finta di essere guarito, gli avevo sospeso i farmaci.
PIERO
Voleva volare, lo ha fatto davvero.
DIEGO
Non dirlo a me. Mi è volato
sulla Panda. Ottocento mila lire di carrozziere.
MARTINA
Di fronte alla morte, mi sembra tutto
così poco importante.
PIERO
Non vorrei arrivare a quel punto e
rendermi conto di non aver vissuto per niente.
IZZO
Piero, i vestiti suoi chi li prende?
MARTINA
Piero, stai bene?
Piero non risponde. Sembra pensieroso.
Entrano due becchini vestiti di nero. Uno batte le mani con grande disinvoltura.
BECCHINO
Signori, forza, fuori tutti dobbiamo
chiudere.
IZZO
Che siamo? In un night club?
STACCO SU
SCENA 135 - INTERNO GIORNO CORRIDOIO
VILLA SERENISSIMA
Davanti alla porta della camera di
Tiberio ci sono Charlie, con le due puttane, Diego, Martina e Piero. Passa
la bara e taglia fermandosi per un po' l'inquadratura. Una delle puttane
è incinta.
CHARLIE
Piero, ti devo dire una cosa. In questo
momento così delicato per tutti. Ho deciso di sistemarmi.
PIERO
Con quale delle due?
CHARLIE
Lei (indica quella incinta) Irina.
PIERO
E l'altra?
CHARLIE
Di scorta. L'amore, sai, non è
eterno.
La bara va via. Seguono Izzo e la moglie,
sui tacchi.
CHARLIE
Ci vediamo in chiesa.
PIERO
Ci vediamo.
Charlie esce. Izzo da la mano a Piero
e lo bacia come se fosse un congiunto stretto.
IZZO
Ci vediamo in chiesa.
PIERO
Ci vediamo.
Izzo e moglie escono. Restano Piero,
Diego e Martina.
DIEGO
Si nasce e si muore da soli. E spesso
siamo condannati anche a vivere soli.
PIERO
Deve essere terribile.
DIEGO
No, perché?... Pensa. Stare
da solo significa: hai sempre ragione, nessuno ti interrompe quando parli,
non devi dire grazie a nessuno, arrivi a casa a qualunque ora e accendi
la radio a tutto volume, ti fai da mangiare da
solo, quelle belle porzioni
monouso, non sprechi niente, non metti al mondo dei figli, tanto, per il
mondo che è, non servono, puoi anche non avere il telefonino, tanto
chi ti chiama? La solitudine è una ricchezza. Bisogna difenderla
come si fa per la libertà.
MARTINA
Vado. Vi lascio soli.
Martina esce, piuttosto irritata.
DIEGO
Che gli è preso?
PIERO
Non so mai come prenderla. E' una
donna molto complicata.
DIEGO
Mica te la devi sposare.
STACCO SU
SCENA 136 - ESTERNO GIORNO CHIESA
Musica d'organo. Una piccola chiesa
sulla collina torinese. Davanti alla chiesa ci sono Izzo e la moglie, Diego,
Charlie, la madre di Piero, Trovato con la moglie, vestita confetto rosa
e cappello, mentre tutti gli altri hanno gli stessi vestiti scuri delle
scene precedenti.
STACCO SU
SCENA 137 - INTERNO GIORNO CHIESA
Un sacerdote in primo piano sta parlando
ai fedeli durante la messa.
PRETE
Fratelli e sorelle. Ci troviamo oggi
nella casa del signore per celebrare un momento importante. Nella vita
di ogni uomo, come vuole nostro Signore, c'è il momento della nascita,
quello del matrimonio, quello della morte. Oggi, di fronte agli amici più
cari, sono qui a benedire due giovani...
Nella chiesa si scoprono Piero, in
tight, e Martina, vestita da sposa, e successivamente, in piani d'ascolto
i testimoni (Trovato e Izzo con le rispettive consorti), Charlie con le
due puttane, Diego da solo. Izzo indossa gli abiti che aveva Tiberio sul
letto di morte. Sia la giacca che i pantaloni gli stanno molto larghi.
Piero vede anche per un attimo lui bambino che lo osserva. Dietro al prete
spicca una grande madonna.
PRETE
...che coraggiosamente decidono di
unirsi in matrimonio fin che la morte non li separi. L'esperienza ci insegna
che vivere in due è più coraggioso, quindi oggi tifiamo per
questa coppia che fa la scelta più importante della loro vita...
Piero imbarazzato si guarda intorno,
ma intravede i suoi amici che paiono molto più convinti.
PRETE
Tu Martina, vuoi prendere per legittimo
sposo il qui presente Piero C.?
MARTINA
Sì. (senza esitazioni)
PRETE
E tu, Piero C., vuoi prendere per
legittima sposa la qui presente Martina?
Piero esita. Guarda Izzo, che gli fa
cenno di sì con la testa, Charlie, con le due puttane che fanno
sì con la testa, Diego, che fa no con la testa. Piero si gira completamente
e vede, come in una visione, le sue ex-fidanzate in posa da foto scolastica.
EX-FIDANZATA 1
Coniugata.
EX-FIDANZATA 2
Coniugata.
EX-FIDANZATA 3
Separata.
EX-FIDANZATA 4
Divorziata.
MAESTRA
Deceduta. (con sollievo)
Piero si gira verso il prete.
PIERO
Sì.
Martina e Piero si baciano. Izzo bacia
il prete.
STACCO SU
SCENA 138 - ESTERNO GIORNO CHIESA
I due sposi, accompagnati dalla musica
d'organo, vengono accolti sul sagrato dagli amici che gettano il riso e
salutano. Dettagli di facce allegre.
PIERO F.C.
Sono cambiato. La vita sta cambiando,
le donne stanno cambiando, la musica sta cambiando.
STACCO SU
SCENA 139 - AUTO
IN MOVIMENTO ESTERNO GIORNO
Dettaglio di una mano che inserisce
un CD nell'autoradio. Parte una musica che fa da colonna sonora. Scopriamo
che l'auto è la stessa Citroen dell'inizio. Sopra ci sono Piero
e Martina. La macchina si allontana dal gruppo degli invitati che saluta
davanti alla chiesetta e percorre una ampia strada tra i prati. Piero guida
con accanto Martina che sorride.
VOCE PIERO F.C.
Oggi è il giorno più
bello della mia vita. Sono felice. L'ho costruita la mia felicità.
Ho calcolato tutto. Avrò due bellissimi, figli, speriamo biondi,
una bella moglie, una station wagon turbo diesel, un cane di razza che
farà compagnia ai bambini. La mia vita sarà meravigliosa.
Vacanze ad agosto e settimana bianca a Natale. I bambini studieranno alla
scuola americana. Punto a farmi dire almeno una volta all'anno: "Siete
proprio una bella famiglia". E tutto questo finchè morte non ci
separerà.
La macchina è entrata in un
tunnel. Nero. Scritta "TRE MESI DOPO"
STACCO SU
SCENA 140 - STRADA
ESTERNO GIORNO
Dal tunnel esce la Citroen della scena
precedente. Alla guida c'è solo Martina.
VOCE PIERO F.C.
Che peccato che la realtà sia
un'altra. La vita non è come la televisione. I sentimenti non si
costruiscono. Il nostro matrimonio è durato due mesi e una settimana.
La settimana era il viaggio di nozze. Ma in fondo è meglio così
per tutti e due.
La macchina guidata da Martina esce
dall'inquadratura. Da dietro appare la Panda di Villa Serenissima. E' guidata
da Diego e dietro, nel posto che era di Tiberio, c'è Piero.
VOCE PIERO F.C.
Io credo che l'amore eterno, quello
vero, capiti una, due volte al massimo nella vita, e spesso è eterno
solo per uno dei due. Può essere un amore di mesi, anche di giorni,
l'intensità non ha a che fare con la durata, ma lascerà i
suoi segni per sempre. E' una piccola sofferenza con cui convivere, ma,
c'è di peggio...
STACCO SU
SCENA 141 - CAMERA DA LETTO PIERO
INTERNO NOTTE
Buio. Un telefono suona. Si accende
la luce. Piero è sul lettone. Accanto a lui ci sono Izzo e la moglie,
che stanno dormendo anche loro sul lettone. Piero guarda il telefono che
continua a suonare. Poi guarda Izzo, poi guarda in macchina con un'espressione
a metà tra speranza e spavento. Izzo tira su la cornetta.
IZZO
Pronto?...
Piero lo guarda.
IZZO
E' per me.
FINE
Seguono, sui titoli di coda, ciak e
scene non utilizzate
|