Ogni Lasciato
è Perso (3) - Scene 77 - 111
SCENA 77 - ESTERNO GIORNO FIUME
PO
Piero e Charlie sono in canoa. Piero
è il timoniere. Charlie è il primo di un gruppo di quattro
vogatori, quindi è di fronte a Piero. Charlie rema di gran lena,
grosso, sudato, con un appariscente maglione.
CHARLIE
Ma tu che le hai fatto?
PIERO
Lo sapessi, non sarei qua.
CHARLIE
A letto come andavate?
PIERO
Meglio di te, sicuro. Tu sei la pistola
più veloce del west, lo sanno tutti.
CHARLIE
Ah, sì, per questo io sono
velocissimo e me ne vanto. Non ho tempo da perdere. Ma tu lo sai che il
leone, che è il re della foresta, viene in un minuto?
PIERO
Tu quanto duri?
CHARLIE
Anche due. Per durare mi concentro
su una cosa tristissima. Io penso sempre alla tragedia di Superga. Mi ripeto
la formazione del grande Torino.
PIERO
Funziona?
CHARLIE
Dopo i terzini comincio ad avere problemi.
Ma me ne frego. Io pago. Con le donne io vivo di rendita. Tutta quella
che mi ha lasciato mio padre. Ho speso un miliardo in puttane.
PIERO
Ma non hai paura dell'AIDS ?
CHARLIE
L'Aids non esiste. E' un invenzione
dei preti.
Stasera se vieni con me ti faccio
fare lo sconto
PIERO
Grazie, Charlie, ma non me la sento.
CHARLIE
Per rimpiazzare una donna ce ne vuole
subito un'altra. Chiodo scaccia chiodo.
PIERO
E se poi torna?
CHARLIE
Meglio. Ne hai due.
STACCO SU
SCENA 78 - INTERNO
NOTTE DISCO BAR
Seguiamo un cocktail scivolare lungo
un bancone. Una musica in sottofondo, molto suadente ed elegante. In una
inquadratura fissa dalla parte del bancone troviamo Piero C. seduto su
uno sgabello. Al suo fianco un'appariscente ragazza dell'est, anche lei
seduta su un alto sgabello.
PIERO
E' molto che conosci Charlie?
La ragazza ha un forte accento dell'est.
RAGAZZA
Abbastanza. Da due settimane. E' molto
carino, una persona molto gentile. Mi invita sempre a casa sua di lui,
in piscina a fare il bagno. La tua faccia io conosco. Dove ti ho visto?
PIERO
Forse in piscina da Charlie. A me
piace molto nuotare.
RAGAZZA
Anche a me. Mi sento Pesce. Sono dei
Pesci.
PIERO
Il mio ascendente è dei Pesci.
Sono dei Gemelli.
RAGAZZA
Anch'io sono dei Gemelli. Siamo uguali,
siamo due gemellini.
PIERO
Hai notato? Ci conosciamo da quattro
minuti ed abbiamo già quattro cose in comune. E' un segno del destino.
RAGAZZA
Andiamo a casa mia?
PIERO
Sì.
La ragazza è la prima ad alzarsi.
L'inquadratura rimane fissa. Lei, essendo alta un metro e novanta, esce
dal fotogramma con tutta la testa.
RAGAZZA
Andiamo?
Piero, rimasto intimidito sullo sgabello,
si rende conto solo allora di avere di fronte l'Everest. Scende dallo sgabello
piuttosto alto e sparisce dietro il bancone lasciando intravedere la fronte,
gli occhi e i capelli. Si rivolge alla testa fuori campo della ragazza.
PIERO
Forse siamo stati troppo precipitosi.
STACCO SU
SCENA 79 - CAMERA DA LETTO PIERO
Un ampio letto. Accanto, sul muro,
al posto della grande foto di Beatrice, c'è il muro bianco. Piero
è sul letto. In una sequenza rapida, mentre la mdp si muove con
movimento semicircolare attorno al letto, vediamo alternarsi con stacchi
in asse, una alla volta, delle ragazze nello stesso letto.
RAGAZZA 1
Tutto bene?
PIERO
Si, e che sono un po' timido..
RAGAZZA 1
Se tu sei timido, io sono vergine.
Altra ragazza, dai tratti piuttosto
duri.
PIERO
Tu hai l'invidia del pene?
RAGAZZA 2
No. Mica mi manca.
Altra ragazza, di colore.
PIERO
Sai, Pamela, sulla terra siamo più
di cinque miliardi
RAGAZZA 3
Già. E io ho incontrato proprio
te.
Altra ragazza.
PIERO
Sai, Paola, ci ho pensato:credo che
tu sia unica.
RAGAZZA 4
Mi chiamo Maria Luisa.
Altra ragazza.
PIERO
Tu sei una ragazza da sposare.
RAGAZZA 5
Spero non da te.
STACCO SU
SCENA 80 - INTERNO NOTTE CAMERA
DA LETTO
In una stanza riscaldata da un'abat-jour
dalla luce rossa e carta da parati psichedelica, troviamo vicino ad un
letto una donna in piedi sui 40 anni in una sottoveste trasparente molto
sexy. Seduto al letto, c'è Piero molto elegante.
DONNA
Scopiamo?
PIERO
Non si disturbi. Basta il pensiero...
Da quanto tempo è che siamo qui?
DONNA
Quasi quattro ore. Il tassametro gira.
PIERO
Come passa il tempo. Lei di uomini
se ne intende, immagino. Chissà quanti ne ha conosciuti... Quanti?
Un centinaio?
DONNA
(ridendo)
Sì, alla settimana.
PIERO
Appunto.
La donna un po' scocciata si alza e
comincia a rivestirsi e si allontana verso la porta.
PIERO
Ma dove va? Io non ho finito.
DONNA
Ho la fila fuori.
La donna esce dalla porta e si avvia
verso il corridoio. Piero la insegue. La donna è quasi sulla porta
d'ingresso. Piero sulla porta della camera da letto la incalza.
PIERO
Signora, lei ha mai sofferto il mal
d'amore? Quando è stata l'ultima volta che ha detto "Ti amo"? Lei
è mai stata abbandonata? Per dimenticare qualcuno, andrebbe con
un puttano?
DONNA
Se ti ha mollato è perché
le hai rotto i coglioni.
STACCO SU
SCENA 81 - ESTERNO NOTTE TORINO
DAVANTI AD UN CINEMA
Piove. Ripresi dall'alto ci sono otto/nove
ombrelli davanti ad un cinema. Uno solo è colorato. Sotto questo
ombrello ci sono Piero e Martina. Gli altri ombrelli se ne vanno a poco
a poco.
MARTINA
Cosa ti aspetti? Quelle sono le ragazze
di Charlie... Piero, hai bisogno di una come te. Guarda che tu sei una
persona speciale. Piaci anche a mia madre. Le ho raccontato la tua storia,
si è fatta un sacco di risate. Devi solo guardarti intorno.
PIERO
Io attorno vedo solo te. Tu staresti
con me?
MARTINA
Perché, mi sposeresti?
PIERO
No. Sono troppo giovane per il matrimonio.
MARTINA
(indispettita)
No. Tu sei troppo vecchio per il matrimonio...
E' arrivato il taxi. Ciao.
Martina si avvia al taxi con l'ombrello,
lasciando sotto la pioggia Piero. Sale in macchina, quando lui la richiama.
PIERO
Martina...
Martina si gira.
PIERO
L'ombrello sarebbe mio.
Martina, nuovamente innervosita, con
un gesto di stizza chiude, sbattendola, la portiera del taxi che parte.
Piero rimane sotto la pioggia e scopre, davanti a sé, sul marciapiede
opposto, in una visione, le 25 ex fidanzate in posa da foto scolastica.
PIERO
Quanti complessi di colpa assurdi
che mi faccio.
RAGAZZE IN CORO
Assurdi un cazzo!
STACCO SU
SCENA 82 - INTERNO NOTTE CAMERA
DA LETTO PIERO
Nel letto matrimoniale scopriamo Piero
con gli occhi sbarrati. Dietro di lui, al posto della foto di Beatrice,
un dipinto della madonna su fondo celeste e accanto delle tende bianche.
Ai piedi del letto gli angeli, alcuni dei quali sono illuminati. Vicino
a lui il suo fedele portiere Aldo Izzo, goffamente avvinghiato ad un cuscino,
poco più in la, sua moglie, placidamente addormentata. Sembrano
un piccolo presepio. Piero sveglia Izzo.
PIERO
Izzo! Izzo!
IZZO
Pronto, portineria?
PIERO
Izzo, sono io. Non riesco a dormire.
Penso di avere bisogno di una vacanza. Che ne dice se ce ne andiamo assieme
in Nepal?
IZZO
Napoli?
PIERO
Nepal.
IZZO
Dov'è? Ci vuole il passaporto?
Il mio scade a settembre.
MOGLIE
(nel sonno, con tono da arbitro di
tennis)
Silenzio, per cortesia... Quindici
zero.
IZZO
A mia moglie piace tanto il tennis...
Non ce lo possiamo permettere. Se lo sogna.
STACCO SU
SCENA 83 - VILLA SERENISSIMA ESTERNO
GIORNO
E' una bella giornata di sole. Seduto
sulla panchina del parco della villa, Piero sta parlando con Tiberio, che
invece, in pigiama, gira attorno alla panchina facendo l'aereo.
PIERO
Tiberio, quando guarisci, ti prometto
che la donna giusta te le trovo io, anzi, per evitare rischi, scappiamo
insieme, da soli, senza donne, come facevamo quando stavamo bene tutti
e due. Tu a parlare di calcio, e io di TV. Poi sono arrivate le donne,
ci hanno diviso e poi ci hanno abbandonato. Scaricato, buttato. Tiberio
eravamo qualcuno, siamo diventati qualcosa: due merde, Tiberio.
Tiberio continua a fare l'aereo
STACCO SU
SCENA 84 - CAMERA DA LETTO PIERO
INTERNO GIORNO
Piero sta preparando la valigia, che
è sistemata sul suo letto.
PIERO
Izzo!
Izzo arriva dalla stanza accanto con
in mano un paio di scarpe da donna col tacco alto.
IZZO
Vengo Piero. Queste ti servono?
PIERO
Si, le metto per andare al cinema...
Erano sue. Le butti via.
IZZO
Piero, le posso prendere io? Le do
a mia moglie, che l'allungano un po'.
PIERO
Izzo, risponda seriamente. Lei ama
sua moglie?
IZZO
Certamente.
PIERO
Prima di sua moglie, è stato
con qualcuna?
IZZO
No.
PIERO
E dopo?
IZZO
Magari... E come faccio? Sono sempre
nella portineria. Faccio due turni. Anche quello di mia moglie.
PIERO
E perché?
IZZO
L'amore è sacrificio.
Dietro ad Izzo spicca il quadro della
madonna, ai piedi del quale ci sono mazzi di fiori.
STACCO SU
SCENA 85 - ESTERNO GIORNO STRADA
FUORI CITTÀ AUTO IN MOVIMENTO
La solita Panda di Villa Serenissima
procede sulla strada verso l'aeroporto. Davanti ci sono Piero e Diego.
Dietro Tiberio e Martina.
DIEGO
Fai benissimo. In queste situazioni
andare in vacanza da solo è la scelta migliore. Fai quello che ti
pare, vai dove vuoi, paghi solo per te. Non litighi con nessuno.
MARTINA
(con tono ironico)
Non parli con nessuno, non mangi con
nessuno, non vedi nessuno, non sei nessuno...
PIERO
Non è che soffrirò di
solitudine?
DIEGO
Magari.
STACCO SU
SCENA 86 - ESTERNO
GIORNO STRADA STATALE PANORAMA SARDO
Paesaggio sardo desolato. In sovrimpressione
la scritta. "Oristano". Piero è su una sgangherata FIAT campagnola
impolverata, che sfreccia tra pecore e nuraghi. Alla guida Benito, un piccolo
sardo di 50 anni, coppola e baffoni.
BENITO
Qui ad ti troverai come in paradiso.
E' la Los Angeles del mediterraneo. Questa è una terra magica. Da
quando abitiamo qui sono sereno.
Accanto a Benito scopriamo la giovane
moglie cubana, LULA.
LULA
Io e Benito ci amiamo dal primo minuto
che lui mi è venuto a prendere a l'Avana. In Sardegna ho trovato
una casa, degli amici, una famiglia...
BENITO
Ad Oristano sono già cinque
le cubane sposate con sardi: hanno fatto una colonia.
LULA
Siamo tutte molto amiche. Balliamo
nello spettacolo di Benito. Qui sull'isola abbiamo molto successo.
PIERO
E tua ex moglie, dopo quindici anni
di matrimonio, come l'ha presa?
BENITO
Prima a schiaffi, poi con filosofia.
Un gregge in mezzo alla strada impedisce
il passaggio. La macchina si ferma.
BENITO
Aspetta, è in mio amico.
Il pastore del gregge riconosce Benito,
che scende dalla macchina e lo raggiunge. I due iniziano a parlare in sardo.
Piero resta in auto con Lula.
LULA
Lo vedo che hai l'occhio triste. Hai
provato con la magia? Dici a Benito di portarti da Giovanni.
PIERO
No grazie. Non c'è più
bisogno. E poi a queste cose io non ci credo.
STACCO SU
SCENA 87 - INTERNO
GIORNO SACRESTIA
Al centro della stanza, non molto
grande, una grossa scrivania. Le pareti sono tappezzate di fotografie del
pope con altri popi barbuti come lui. Popi e barbe. In piedi Benito e il
pope, un omino con una grande barba da pope ortodosso, abbracciati, stanno
piangendo. Piero è da una parte con Lula.
LULA
Ogni volta che lo vede, piange.
I due vengono interrotti dall'ingresso
di una perpetua che dice qualcosa in greco al pope.
PERPETUA
(parole in greco)
La perpetua esce portandosi dietro
Lula. Il pope si siede alla scrivania. Piero e Benito fanno altrettanto.
POPE
Io opero ogni Venerdì notte.
Ieri sera era Venerdì. Questa ragazza tua non ha nessuno. Ci sono
molte possibilità che torni a casa. Il diavolo non ha completato
il suo lavoro. Dovrai soltanto sacrificarti un pochino.
Il pope si alza, va nel retrobottega,
lasciando Piero piuttosto perplesso.
PIERO
Benito, sembra un cartone animato.
BENITO
Vengono da tutt'Italia. Su cento casi
come il tuo, ne ha risolti cento.
Il pope rientra con in mano una bustina,
un foglietto e una bottiglia.
POPE
Questa bustina la devi tenere sempre
nel portafoglio. Questo esorcismo lo devi leggere due volte al giorno per
trenta giorni..
PIERO
Se lo leggo cinque volte al giorno,
torna prima?
BENITO
(con un'occhiataccia)
L'abbiamo fatto tutti.
POPE
Ma la cosa più importante è
versare quest'acqua benedetta davanti alla sua porta di casa. Meglio sarebbe
nella sua stanza da letto.
Il pope si avvicina a Piero, gli consegna
gli oggetti. Piero nota che l'acqua benedetta è contenuta in bottiglia
di succo di frutta Pago all'ananas. Il pope quindi pone la mano sulla testa
di Piero ed inizia a pregare in greco.
POPE
(preghiere in greco)
STACCO SU
SCENA 88 - ESTERNO
NOTTE TAXI IN MOVIMENTO PER STRADE ROMA
Piero ha in mano la bottiglietta di
Pago con l'acqua benedetta dal pope. E' in un taxi in movimento. Si sente
una voce, con marcato accento romano, dall'autoradio.
VOCE RADIO
Noi tifosi daa Lazio ce chiediamo:
semo pupazzetti nelle mani de Cragnotti o semo soci de na grande società
quotata in borsa? Noi irriducibili ce chiediamo: se il menisco de Nesta
fa crack, li nostri sordi do' cazzo vanno a ffinì?
Il taxi si ferma davanti ad un portone.
PIERO
Può fare ancora un giro?
L'inquadratura rimane fissa sul portone.
Si vede il taxi partire e, in una serie di dissolvenze, passare davanti
al portone innumerevoli volte, dando la sensazione della forte titubanza
di Piero C. Poi il taxi si ferma.
TAXISTA
A dotto', me gira la testa...
Piero scende dal taxi, deciso. Ha in
mano la bottiglietta Pago. Avanza furtivo vero il portone. Si guarda attorno.
Inizia a spargere qualche goccia d'acqua davanti al portone come prescritto
dal pope. All'improvviso si apre il portone ed esce Jakie, la madre di
Beatrice con un camicione e un sacchetto dell'immondizia. Piero è
colto in fallo. La signora guarda stupita Piero e la bottiglietta.
JAKIE
Piero, what're you doing?
PIERO
Ciao, Jakie, che sorpresa. Dove vai?
Piero, preso in contropiede, tracanna
velocemente l'acqua benedetta contenuta nella bottiglia come se avesse
una gran sete, poi assume un aria disinvolta.
JAKIE
Butto questa.
PIERO
Beatrice, come sta?
JAKIE
Sta molto meglio. Si è rimessa
a mangiare. Adesso vive da sola. Sono più tranquilla.
PIERO
Salutamela....
STACCO SU
SCENA 89 - ESTERNO NOTTE PALAZZI
ILLUMINATI DI UNA PERIFERIA
E' la scenografia esterna del nostro
talk show a cui "That's amore" fa da sigla.
PIERO F.C.
(con enfasi da conduttore televisivo)
Benvenuti a "That's amore", il programma
sull'amore. Questa sera, per il nostro show una puntata speciale interamente
dedicata al tema del mese: "E' meglio abbandonare o essere abbandonati?".
STACCO SU
SCENA 90 - INTERNO MACELLERIA
Inquadratura fissa. Salumi. Polli.
Un grande bancone. Un signore e una signora in camice da macellai, rispondono,
rivolgendosi alla mdp.
PIERO F.C.
Cominciamo con i coniugi Musumeci,
macellai da sempre.
SIGNORA MUSUMECI
L'abbandonato è in una condizione
di perenne onnipotenza. Può intraprendere nuove relazioni o convivere
con il proprio dolore per l'eternità.
SIGNOR MUSUMECI
Può fare come Cleopatra, suicidarsi,
o vestire l'abito talare
STACCO SU
SCENA 91 - INTERNO SARTORIA
Un sarto sta misurando il cavallo
ad un gigante in mutande.
SARTO
Fare come me, abbattere gli steccati
e darsi all'omosessualità.
GIGANTE
(con vocione)
Stiamo insieme da cinque mesi. Mai
un conflitto.
STACCO SU
SCENA 92 - INTERNO
ABITAZIONE
Dettaglio del televisore in cui abbiamo
visto l'ultima battuta della scena precedente. Davanti al televisore, sul
divanetto, c'è la solita famiglia. E' la madre che commenta quello
che sente.
MADRE
Me cojoni...
STACCO SU
SCENA 93 - INTERNO
GIORNO SALA RIUNIONI RETE TELEVISIVA
Intorno ad un tavolo a ferro di cavallo
sono sedute otto persone, in mezzo alle quali c'è il direttore di
rete che sta parlando a Piero. Piero è seduto di fronte a loro.
Dietro di lui una grande fotografia di Piero C. con in mano un grande cuore
rosso con la scritta "That's amore". Tra gli altri, al tavolo, troviamo
un'intrigante ragazza dai lineamenti vagamente orientali, capelli neri,
lisci, lunghi, vestita in modo ricercato anche se apparentemente casual:
ISABELLA. Lavora al programma come redattrice.
DIRETTORE
Non è possibile: è un
programma che abbiamo voluto insieme, un programma nel quale abbiamo creduto
tutti, gli ascolti sono buoni, questa è la nostra rete, siamo una
grande famiglia. Il professionismo è anche questo: saper scindere
il pubblico dal privato. Quando si accende la luce rossa, si devono spegnere
tutti gli altri problemi. Non puoi farci uno scherzo del genere. Gli sponsor,
dove li mettiamo? Ti parlo da amico, chiudere il programma sarebbe per
te una vera disgrazia, un calo di popolarità, un danno di immagine
incalcolabile.
PIERO
Fatemi fare il Meteo, gli oroscopi,
la TV dei ragazzi, il TG, ma il programma sull'amore ve lo fate voi. Io
odio l'amore.
DIRETTORE
(pensieroso)
Quante puntate abbiamo già
registrate?
ISABELLA
Otto.
DIRETTORE
Quante ne erano previste?
COLLABORATORE
Il contratto ne prevede altre dieci.
Piero si accorge della presenza di
Isabella.
DIRETTORE
Due mesi sono coperti. Prima di due
mesi quella torna. Il problema è risolto. (alzandosi) buongiorno
a tutti.
Tutti si alzano all'unisono. Piero,
ritirando le proprie cose sul tavolo, scopre che nella sala è rimasta
Isabella. Lei lo guarda con tenerezza. Piero le si siede davanti.
ISABELLA
Io e te siamo sulla stessa barca.
PIERO
Anche tu sei stata lasciata?
ISABELLA
No. Al contrario. Sono io che devo
lasciare. E non ci riesco.
STACCO SU
SCENA 94 - INTERNO
GIORNO CORRIDOIO RETE TELEVISIVA
Piero e Isabella camminano nel corridoio.
PIERO
Guarda che è facilissimo. Io
ne so qualcosa. Se non riesci a dirglielo di persona, il telefono lo hanno
inventato apposta.
ISABELLA
(ridendo)
Non è così facile. La
mia situazione è molto complessa. Lui è indiano.
PIERO
In che senso?
STACCO SU
SCENA 95 - ESTERNO GIORNO MARCIAPIEDE
Ora Piero e Isabella camminano sul
marciapiede.
ISABELLA
Sono sei anni che convivo con il jet-lag.
Pesante. Su e giù con Los Angeles. L'ho conosciuto su un set. Ci
siamo amati subito, poi lui mi ha persa , ma non lo sa, non vuole capire.
Lui ha il suo lavoro e la sua famiglia. Ha sei sorelle. Tre vivono con
noi. La passione purtroppo è svanita.
PIERO
Mi spiace per te. Quando sento qualcuno
che soffre, sto male. Ma in amore è come la boxe, si prendono e
si danno. Ci sono vittime e carnefici. Io gli darei un taglio netto a quest'indiano.
ISABELLA
Ci ho provato tre volte, ma lui è
indiano, un'altra cultura. In Italiano sa solo dire: "Montecatini", "Carabinieri",
"Gillo Pontecorvo", "Gondola". Io ho cercato di scappare, ma lui mi trova
sempre, attraversa il mondo, poi si chiude nel suo mutismo, piange, non
reagisce. E' ascetico.
PIERO
Fa l'indiano. E a letto?
ISABELLA
Diciamo che nell'autoerotismo è
un esteta.
PIERO
(sorridendo)
Ascolta me. La metà delle separazioni
avvengono a tavola. Invitalo in un ristorante molto caro. Dopo la mazzata
del conto, bum, gli dai il colpo di grazia. Gli dici che non lo ami più
e ti togli un peso dal cuore.
I due si fermano in prossimità
della mdp.
ISABELLA
Mi prendono botte d'angoscia. Non
ce la farò mai. Sono sei anni di vita in due.
PIERO
Isabella, tu hai bisogno di una spinta
emotiva, un incentivo. Ti ci vuole un terzo. Se c'è un terzo all'orizzonte
è fatta. Non c'è indiano che tenga.
ISABELLA
Ma io non ho un terzo.
STACCO SU
SCENA 96 - INTERNO
CAMERA ALBERGO PIERO
E' buio. Si accende una lampada da
comodino. Si intravedono Piero ed Isabella nel letto.
PIERO
So di essere terzo. Per il mio Super-io,
posso sentirmi almeno secondo?
STACCO SU
SCENA 97 - PRATO ACCANTO ALL'ELIPORTO
ESTERNO GIORNO
Piero, Diego e Tiberio sono sdraiati
sul prato. Guardano verso il cielo. Su di loro vola un aliante.
PIERO
Non voglio dirlo troppo forte, ma
questa volta sento che potrebbe essere quella buona. Isabella mi ha mosso
qualcosa dentro.
DIEGO
Attento. Non abbassare la guardia.
Le donne sono pericolose. La storia di Tiberio non ti ha insegnato niente.
Tiberio guarda rapito il volo dell'aliante.
TIBERIO
(tra sé)
Padalino!
PIERO
Tiberio è solo. Se lo tiriamo
fuori dalla clinica?.. Potrebbe venire a vivere con me.
DIEGO
Ma se tu non ci sei mai.
PIERO
Pensa se fosse successo a me una cosa
del genere: vengo lasciato e poi imprigionato. Vabbè che siamo nati
per soffrire...
DIEGO
Guarda, noi siamo tre stadi di una
stessa malattia. Tu sei il primo (indica Piero), io il secondo (indica
se stesso), lui il terzo (indica Tiberio).
PIERO
Sarà, ma un tentativo di toglierlo
dalla clinica lo farei.
DIEGO
(ironico)
Si bravo, e poi io chi mi porto in
macchina per poterla usare?
STACCO SU
SCENA 98 - ESTERNO NOTTE TORINO
ADDOBBATA IN MODO NATALIZIO
L'atmosfera è quella tipica
natalizia. La musica di sottofondo pure.
STACCO SU
SCENA 99 - INTERNO CAMERA DA PRANZO
CASA PIERO
Un grande albero di Natale illumina
la sala da pranzo. La tavola è imbandita elegantemente: candele
su candelabri d'argento, porcellane, bicchieri di cristallo. Un sottofondo
musicale natalizio. Al tavolo Piero e Martina vestiti elegantemente stanno
mangiando. Martina è piuttosto allegra. Beve del vino rosso.
MARTINA
Il Natale è la festa che preferisco.
E' la festa della famiglia.
PIERO
Per chi ce l'ha.
MARTINA
Babbo Natale, i regali, il caminetto.
PIERO
Per chi ce l'ha il caminetto.
MARTINA
Rilassati. Non vedi come stai meglio?
Ti ricordi com'eri quattro mesi fa?
PIERO
E' vero. Qualcosa è cambiato.
Sto meglio.
MARTINA
Sono contenta.
PIERO
E devo dire la verità, tu sei
stata l'unica a darmi il consiglio giusto. Cercare una persona come me.
Io credo di averla trovata.
MARTINA
Davvero? Sono contenta.
Squilla il telefonino. Finisce la musica.
Piero risponde.
PIERO
Pronto? (a Martina) E' lei!
MARTINA
Lei chi?
PIERO
No. Lei. Quella che ti dicevo...
Piero parla al telefonino, incurante
di Martina. Split screen.
STACCO SU
SCENA 100 - INTERNO
GIORNO CASA LOS ANGELES ALTERNATO A PRECEDENTE
Isabella, in canottiera e shorts,
è in una camera luminosa in un solare appartamento a Los Angeles.
E' una bella giornata. Il sole entra dalle finestre. E' mattina. Isabella
parla sottovoce. Dietro di lei le tre sorelle dell'indiano bevono il te
incuranti della conversazione.
ISABELLA
Ehi, è Los Angeles che parla...
Sei solo?
PIERO
Sì...
ISABELLA
Volevo farti gli auguri di Natale.
PIERO
Perché parli piano?
ISABELLA
Di là c'è l'indiano
che prega. Si è alzato alle cinque, ha giocato a squash due ore
e adesso sta pregando... Nel pomeriggio partiamo per la Death Valley, dove
hanno girato Zabrinsky Point, poi andremo a sciare a Mammouth, al confine
tra Colorado e California. Ore e ore in macchina. Non ci diciamo una parola.
Quello non parla mai. Dieci minuti è simpatico, poi si spegne. Fine.
PIERO
Quando torni?
ISABELLA
Gli ho detto che devo rientrare per
la trasmissione. Se tutto va bene passo il capodanno con te.
PIERO
Mi manchi. Pensavo di no, ma sto tira
e molla mi ha fregato, stai diventando importante. Ho parlato tantissimo
di te a Diego, il mio amico psichiatra. Dice che non pensava che sarei
riuscito a trovare in così poco tempo una come te. Non vede l'ora
di conoscerti...
ISABELLA
L'indiano ha finito. Ti devo salutare.
Ti chiamo quando arrivo a Roma.
PIERO
(con voce idiota)
Ciao. Piccina...
Termina lo split screen.
STACCO SU
SCENA 101 - SALA
PRANZO CASA DI PIERO
Dettaglio piatto minestra. Una lacrima
cade nel piatto. E' una lacrima di Martina, che è ancora al tavolo.
Piero ha l'aria allegra.
PIERO
Passiamo al salmone?
Martina non risponde. Sembra una statua.
Piero è stupito.
PIERO
C'è qualcosa che non va?
MARTINA
Ho sprecato sei mesi per te. Ti sono
stata ad ascoltare, quando stavi male. Ti telefonavo tutti i giorni, cercavo
di essere carina, di farti ridere, di non farti pensare. E tu niente. Non
hai mai capito niente. Sei uno stronzo. Mi sono passate davanti tutte.
Le puttane di Charlie, le attricette, tua madre. Quelle teste di cazzo
dei tuoi amici. Aveva ragione Beatrice. Sei uno stronzo e un egoista. Non
sai amare le persone. Chi ti credi di essere: non sei nessuno e non ti
meriti nessuno. Morirai solo.
Martina si alza e se ne va.
STACCO SU
SCENA 102 - CAMERA DA PRANZO CASA
PIERO INTERNO NOTTE
Piero è ancora al tavolo. Sembra
turbato e colpito. Cresce una musica, sulla quale si vedranno immagini
significative della notte di Natale trascorsa dagli amici di Piero.
STACCO SU
SCENA 103 - CORRIDOIO CLINICA VILLA
SERENISSIMA INTERNO NOTTE
Lungo corridoio. Due suore puliscono
per terra in un ambiente scaldato da alcune squallide palline natalizie.
Dietro di loro Tiberio, in un elegante pigiama, balla mimando un aereo.
STACCO SU
SCENA 104 - CASA BORGHESE INTERNO
NOTTE
Albero di natale. Su un lussuoso divano
in pelle Trovato sta leggendo "Il Manifesto". A fianco la moglie sta leggendo
"Vogue".
STACCO SU
SCENA 105 - CASA IZZO INTERNO NOTTE
Izzo è vestito da Babbo Natale
e consegna i regali ai figli e alla moglie. A questa regala le scarpe a
tacco alto che erano di Beatrice.
STACCO SU
SCENA 106 - INTERNO AUTO NOTTE
Un'autoradio. Scopriamo che l'auto
è guidata da Diego. E' solo.
STACCO SU
SCENA 107 - STRADE CITTÀ
ESTERNO NOTTE
La Panda di Villa Serenissima, guidata
da Diego, sfreccia per le strada.
STACCO SU
SCENA 108 - PICCOLA
CHIESA INTERNO NOTTE
Charlie sta ascoltando la messa. Accanto
a lui le due vistose mignotte.
STACCO SU
SCENA 109 - CASA MADRE PIERO INTERNO
NOTTE
La madre di Piero, in piedi, sta leggendo
poesie ad un gruppo composto da tre amiche e un vistoso ragazzo dai capelli
tinti di rosso.
STACCO SU
SCENA 110 - CASA LOS ANGELES
Isabella sta ballando con un indiano
sui trentacinque anni, con tanto di turbante. Lei non sembra molto convinta.
STACCO SU
SCENA 111 - CAMERA DA PRANZO PIERO
INTERNO NOTTE
Piero è sempre seduto al tavolo.
PIERO
Mi viene da vomitare.
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