Ogni Lasciato è Perso (2) - Scene 51a - 76
 

SCENA 51A - DEHORS SUL FIUME ESTERNO GIORNO
Charlie, elegante, ma di quell'eleganza un po' azzardata per la sua stazza (giacche leggermente strette, calzoni leggermente corti, scarpe troppo colorate) è seduto ad un tavolino all'aperto, assieme a due donne molto appariscenti. Sono su una piccola spiaggia sul fiume. Accanto a loro una sedia vuota.

DONNA
Nostro paese quattro numero perfetto.
CHARLIE
Anche nel nostro. Il quarto sta arrivando.

STACCO SU

SCENA 52 - PARCO LUNGO IL FIUME ESTERNO GIORNO
Piero è sdraiato su di un prato, nei pressi del Palazzo di Architettura di Torino.

STACCO SU

SCENA 51B - DEHORS SUL FIUME ESTERNO GIORNO
Charlie con le due donne al tavolino.

DONNA
Tutte balle. Tu conosci nessuno di televisione. Tutti uguali voi Italia.
CHARLIE
Io sono persona serissima. Sono ingegnere.
DONNA
Tu essere grande stronzo. Vista me tre volte e due volte mia sorella. Cinque biglietti da visita differenti. Due medico, tre ingegnere, uno presidente Torino Calcio.

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SCENA 53 - PARCO LUNGO IL FIUME ESTERNO GIORNO
Piero cammina solitario nel parco tra cani, fidanzati e persone che fanno jogging.

STACCO SU

SCENA 51C - DEHORS SUL FIUME ESTERNO GIORNO
Charlie, colto in fallo, aumenta vistosamente il suo stato d'ansia, con una batteria di tic che partono dalla testa e arrivano al collo passando per occhi, naso e bocca.

CHARLIE
Ordiniamo un frappè?....
DONNA
Mettilo in tuo culo.

Il tavolo è già pieno di bicchieri con bibite di ogni tipo.

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SCENA 54 - PARCO LUNGO IL FIUME ESTERNO GIORNO
Piero è seduto su una panchina, accanto ad una giovane donna con passeggino e bambina. Sta parlando al telefonino.

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SCENA 55 - TERRAZZA ESTERNO GIORNO (ALTERNATA ALLA PRECEDENTE)
Una piccola terrazza da cui si scorgono le cupole delle chiese di Roma. Una signora sulla cinquantina sta potando dei fiori, parlando al telefono. E' una signora un po' robusta, pettinatura cotonata modello attrice americana, vestito a fioroni, con le immagini degli stessi fiori che sta potando. Dà l'impressione di una donna brillante. Un pechinese bianco corre per il terrazzo scodinzolando. La signora ha un marcato accento americano.

JAKIE
Hallo?
PIERO
Pronto, Jakie?
JAKIE
Hey, Piero, come va?
PIERO
Ci sono stati giorni migliori, Jakie. Ti telefonavo per dirti una cosa... Io ti ho sempre considerato un'amica. Credo che dopo quello che è successo tra me e Beatrice, non ci vedremo più.
JAKIE
Piero, io sono molto in imbarazzo. I'm sorry, Piero. Io non so niente di quello che è successo tra te e mia figlia. Lei non parla, non mangia, si è chiusa in una stanza... Io sono molto dispiaciuta, ma io so che quando finisce un amore, si perde in due, è una sconfitta per tutti e due. Capito?

Mentre Piero è al telefono, alle sue spalle appare il muso della Mercedes di Charlie con a bordo le due impietrite mignotte.
CHARLIE
Vuoi venire, che queste mi fanno a fette?
PIERO
Venire dove?
CHARLIE
Dove vuoi tu, basta che le facciamo divertire.

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SCENA 56 - ANTICAMERA PSICHIATRA
Nell'anticamera un poster di Freud. Charlie è seduto su un divanetto. Ha milioni di tic. Davanti a lui camminano nervosamente le due donne.

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SCENA 57A - INTERNO STUDIO PSICHIATRA
Ambiente caldo e raffinato. Boiserie sui muri. Lo psichiatra è il classico psichiatra: barbetta ed occhio da pazzo. 

PIERO
Sono tre mesi che non la vedo. Ho dimenticato la sua voce, non ricordo come bacia, cosa mangia, il profumo della sua pelle, come ride, come dorme, come si veste.. Eravamo una coppia così felice...

STACCO SU

SCENA 58A - CUCINA INDEFINITA
Beatrice in primo piano.

BEATRICE
Io penso solo e sempre a te. Tu pensi solo e sempre a te. Completa identità di vedute. Siamo una coppia perfetta.

STACCO SU

SCENA 57B - STUDIO PSICHIATRA INTERNO GIORNO
Piero sul lettino. 

PSICHIATRA
Torniamo indietro, torniamo indietro. Risaliamo alle origini, alle fondamenta del vostro rapporto. Ogni relazione è un contratto. E in ogni contratto ci sono delle domande, delle richieste da soddisfare.

STACCO SU

SCENA 58B - CUCINA INDEFINITA
Beatrice è seduta davanti ad uno sfondo giallo. Accanto a lei un tostapane anni '60 color verzolino e una serie di fette biscottate spalmate di marmellata rossa a forma di cuore.

BEATRICE
Piero, perché non mi adotti?

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SCENA 57C - INTERNO STUDIO PSICHIATRA

PIERO
Scherzava, credo...
PSICHIATRA
Scherzava, ma l'ha detto. Questa è certamente la chiave del vostro turbolento rapporto. Beatrice vedeva in lei la figura paterna che le mancava. Poi, come succede, quando una ragazza cresce, che fa?
PIERO
Che fa?
PSICHIATRA
Se ne va, se ne va per la sua strada, viaggia con le proprie gambe. Si stacca definitivamente dalla propria famiglia. Lei oggi è per lei come un padre, anzi è suo un nonno.

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SCENA 59 - ESTERNO GIORNO STRADA FUORI CITTÀ AUTO IN MOVIMENTO
Una Panda bianca viaggia nella notte. Sulla portiera la scritta: "Villa Serenissima". A bordo ci sono Piero e Diego e dietro Tiberio. Accanto a Tiberio una grossa valigia. Tiberio fa la faccia del cucù. 

DIEGO
La mia si chiamava Federica. Faceva l'infermiera. Dieci anni meno di me. Mi ha lasciato all'improvviso, per la differenza di età, ha detto. E perché tra medico e infermiera secondo lei non poteva funzionare.
PIERO
Quanto ti ci è voluto per dimenticarla?
DIEGO
Tre mesi di volontariato in Bosnia. Non c'è niente di meglio di una guerra per dimenticare. Quando sono tornato lei stava con un altro. Cinque anni più vecchio di me. Un chirurgo del suo reparto. Sono ricaduto. E purtroppo la guerra era finita. 
PIERO
Per me ci vorrebbe una guerra atomica.
TIBERIO
(tra sé, f.c.)
Padalino!
DIEGO
Io comunque ne sono uscito, con un po' di fatica, ma ne sono uscito bene. Ho scoperto il piacere di stare da solo.

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SCENA 60 - AEROPORTO ESTERNO GIORNO
La Panda è ferma davanti al terminal delle partenze. Tiberio sempre dietro. Diego passa la valigia a Piero. Tiberio fa la scena dell'orologio

PIERO
Ci vediamo al ritorno.
DIEGO
Ricordati che la speranza è l'ultima a morire.
PIERO
Ormai non è più questione di speranza. E' questione di fede.

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SCENA 61 - ESTERNO GIORNO RIPRESA AEREA MARATEA
Avvicinamento dal mare verso la montagna, dove si staglia un Cristo alto trentotto metri, simile a quello di Rio. La ripresa aerea gira intorno al Cristo inquadrando Piero inginocchiato ai suoi piedi. In sovrimpressione la scritta "MARATEA"

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SCENA 62 - ESTERNO GIORNO AI PIEDI DEL CRISTO DI MARATEA
Piero C. è vestito elegantemente e ha la brillantina sui capelli per sembrare più ordinato ed ossequioso. Dietro di lui due curiose vecchiette del posto.

PRIMA VECCHIETTA
Ti dico che è lui...
SECONDA VECCHIETTA
Santa Maria Vergine. Ti dico che non è lui...
PRIMA VECCHIETTA
E' quello della televisione. Come si chiama?
SECONDA VECCHIETTA
Non è lui, non è lui. Quello è un altro. Lo conosco.
PIERO
Signore, sono stato chierichetto dall'età di sette anni. Ho versato l'otto per mille alla chiesa cattolica. Ho votato DC due volte: nel 76, nel giorno del sorpasso delle sinistre, ma con il mio voto abbiamo retto, e nell'83, il momento più nero dello Scudocrociato, il tracollo.
PRIMA VECCHIETTA
La senti la voce? E' lui.
PIERO
Lo so, non è molto, ma sono tutte manifestazioni di fede in tempi non sospetti. Ti chiedo un piacere, tu che puoi tutto. Fammela tornare.
SECONDA VECCHIETTA
Hai ragione. E' lui, ma com'è diverso dal vivo.
PIERO
Tu che hai creato la donna, il più potente strumento di piacere e di dolore di questa vita terrena, tu che le hai moltiplicate... Ci sono sette donne per ogni uomo. Io le altre sei non le voglio. Te le lascio volentieri. Ma fammi tornare Beatrice, cosa ti costa?
PRIMA VECCHIETTA
Scusi... Ci fa l'autografo per la nipotina?

Piero si rivolge alle vecchiette.
PIERO
Un attimo che finisco con il Signore. Cosa cambia nel tuo disegno divino? Credo di non poter vivere senza di lei. Io la posso dimenticare a due condizioni: che sprofondi il cielo o si prosciughi il mare, cioè mai. Dammi un segno.

Le vecchiette, che sono accanto a Piero, si rivolgono anch'esse al Cristo.
VECCHIETTE
Daglielo sto segno, che se lo merita.

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SCENA 63 - INTERNO HALL ALBERGO
Primo piano del portiere d'albergo che sta telefonando.

PORTIERE
Signor Piero, è venuta a prendere il motorino. No la madre, proprio lei. Sì, con un ragazzo, un bel ragazzo... Come?... Sì, alto, altissimo.

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SCENA 64 - PALESTRA DI SCHERMA INTERNO GIORNO
Piero e Diego camminano all'interno di una grande palestra di scherma. Dietro di loro, su una pedana, stanno tirando di scherma degli atleti con la tipica divisa bianca. Anche Diego indossa la divisa. In una mano tiene la spada e nell'altra la grossa maschera.

DIEGO
Dovrebbero sparire. Lasciarti all'improvviso, senza motivo, distruggerti l'esistenza, ma poi sparire, disintegrarsi. E invece loro continuano a parlare, uscire di casa, fare colazione con altri, riderci assieme e poi a fidanzarsi con uno di questi, qualcuno che è sempre peggio di te. Puoi accettare di tutto, ma non di aver sacrificato il meglio di te per una stronza.

Si sente una voce da altoparlante.
ALTOPARLANTE
Pedana 2 libera!
DIEGO
E' la mia.

Diego si dirige verso la pedana. I due atleti che stavano tirando sull'ultima pedana, si sfilano le maschere e si danno la mano. Scopriamo che una di questi è Martina. 
PIERO
Chi ha vinto?
MARTINA
Chi vuoi che abbia vinto?
PIERO
Perché non sfidi Diego?
MARTINA
Per me...
DIEGO
No, no. Lo sai che mi piace battermi da solo.

STACCO SU

SCENA 65 - BAR PALESTRA SCHERMA INTERNO GIORNO
Martina e Piero sono ad un tavolino da bar accanto alle pedane da scherma. Qualche trofeo in bacheca. Lei è ancora vestita da scherma. Arriva un ragazzo con un vassoio.

RAGAZZO
Caipirina?
MARTINA
Per me.
RAGAZZO
Camomilla?
PIERO
Indovina.

Il cameriere lascia sul tavolino le consumazioni.
MARTINA
Per piacere agli altri, tu devi piacere a te stesso. 
PIERO
Vuoi sapere una cosa? Se io fossi una donna, con me non ci andrei.
MARTINA
Su questo non posso darti torto... Questa volta siamo d'accordo.
PIERO
Perché, secondo te cos'ho che non va?
MARTINA
Sei rincoglionito. Non ti sopporto più neanch'io. Prima la menavi con la televisione che ti ha tradito, adesso questa. E' poi solo finita una storia. Le sofferenze sono altre. Prova ad andare dieci minuti in un pronto soccorso...
PIERO
Il mondo è pieno di pesci, si chiude una porta e si apre un portone... i luoghi comuni li conosco tutti.
MARTINA
Guarda, se continui così, se non reagisci, se non chiudi col passato, finisci come quel genio del tuo medico...

Dietro di loro Diego scherma da solo.

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SCENA 66 - CAMERA DA LETTO PIERO INTERNO NOTTE
Musica descrittiva. Piero è a letto. Accanto al letto sul muro una grande foto di Beatrice. Inizia una serie di stacchi in asse. In ogni stacco, un qualche elemento dell'arredo cambia. Compare un grande tappeto azzurro sotto il letto scuro. Scompare il letto e Piero dorme sul tappeto. Ricompare il letto sul fondo del quale su una cassapanca ci sono sei angeli di gesso alti venti centimetri, di colori diversi, mentre Piero si agita nervosamente nel letto in diverse posizioni. 

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SCENA 67 - CAMERA DA LETTO IZZO INTERNO NOTTE (ALTERNATO AL PRECEDENTE)
Squillo del telefono. Izzo si alza scoprendo in una sola inquadratura sua moglie e i due figli in un letto a castello attiguo.

IZZO
Pronto, portineria....

Alternato a camera da letto Piero precedente. Piero in primo piano.
PIERO
Aldo, sono io, scusi l'ora. Non riesco a dormire anche con le medicine.
IZZO
Ma che ore sono, Piero?
PIERO
Senta Aldo, le devo chiedere una cosa che non avrei mai chiesto a nessuno, tanto meno a lei.
IZZO
Dimmi Piero, sono a tua disposizione.
PIERO
Può venire a dormire qui con me?
IZZO
E come faccio? Sto qui con mia moglie.
PIERO
Porti anche lei, io non mi imbarazzo.
IZZO
Non posso svegliarla. Russa come un cinghiale. Se me lo dicevi prima, venivamo subito. Magari facciamo per domani.

Dall'altro capo del filo, il silenzio. Aldo preoccupato incalza.
IZZO
(voce telefonica)
Pronto? Pronto? Piero ci sei?

Piero non risponde perché incantato dalla visione di Beatrice addormentata vicino a lui. Le parole di Aldo lo scuotono. 
PIERO
Non importa.

Sul primo piano di Izzo, al telefono, sentiamo la voce di Piero.
PIERO
(voce telefonica)
Scusi, buona notte.

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SCENA 68 - CASA PIERO CAMERA DA LETTO INTERNO GIORNO

A) Piero è sul letto disfatto, dopo una notte d'inferno. I suoi capelli sono arruffati. Ha le occhiaie. 

B) Izzo, in un primo piano, sta controllando i flaconi delle medicine.
IZZO
Ansiolin: presente.
Lexotana: presente.
Prozac: presente
Anafranil: scaduto...

Dietro Piero, ancora in pigiama, sta leggendo una rivista di oroscopi.
PIERO
Izzo! Si chiude col passato. Lo dice anche il mio oroscopo.

C) Piero toglie le fotografie di Beatrice in una inquadratura fissa con dissolvenze, fino ad avere il muro bianco.

D) Da destra a sinistra entrano Piero e Izzo che spingono un mobile, poi un altro mobile diverso in direzione opposta.

E) Una fila di scatoloni. Piero li sta riempiendo con i vestiti di Beatrice.

F) Squilla il telefono. Piero risponde.
PIERO
Pronto?.. Pronto?.. Chi è?
IZZO
Chi cazzo è?
PIERO
Era lei. Sono sicuro. Izzo, riattacchiamo tutto.

STACCO SU

SCENA 69- ESTERNO GIORNO PALAZZO CHIROMANTE 
Izzo e la moglie aspettano davanti al portone. La signora cammina su e giù.

IZZO
Carmela, con questa sono sei solo oggi. Com'è? E' seria?

STACCO SU

SCENA 70 - INTERNO GIORNO STUDIO CHIROMANTE
Una musica hawaiana fa da contrappunto ad un'atmosfera dai sapori magici. Una mano con anelli prende una palla di cristallo in cui è rappresentata la città di Belgrado con una grossa bomba conficcata sopra. La mano gira la palla e cade la neve. Una donna di bella presenza, misteriosa, di un'età indecifrabile, vestita in stile zigano, ma con un'eleganza prêt-à-porter, è seduta ad un tavolino sul quale è in bella mostra la palla di cristallo. Anche sulla chiromante cade la neve. 

PIERO
Signora Crepic... mi sono fatto una lista.

Piero, seduto all'estremità del tavolo, estrae un foglietto e comincia a leggere. Anche sulla chiromante cade la neve.
PIERO
Mi ama ancora?.. Mi pensa? Mi telefona presto? E' confusa? Mi desidera, ma non lo sa? Sta peggio di me? Torna presto?

Piero finisce la lettura e si rivolge ansioso alla donna. La chiromante, senza battere ciglio, senza guardare la palla, senza guardare le carte, dice:
CHIROMANTE
No a tutte le domande.

STACCO SU

SCENA 71 - RISTORANTE SUSHI INTERNO SERA
Primo piano di un cameriere dai tratti somatici orientali.

CAMERIERE
Tuna tataki. Gamberi Tampura. Iakitori. Miso Soup.

Scopriamo al bancone, seduti sugli sgabelli, Piero e Martina. Il cameriere sta aspettando.
MARTINA
Per me Iakitori e i gamberi.
PIERO
Un riso in bianco non ce l'avete? Siete gli inventori del riso!

Sul lungo bancone un cuoco giapponese sta preparando un piatto sorridendo.
PIERO
Ma tu hai mai avuto una storia come la mia?
MARTINA
Le mie storie sono tutte così, anche peggio. Gli uomini che ho incontrato, o sono stati lasciati dalla donna più bella del mondo, o sono innamorati di una puttana che però mi assomiglia. 

O cercano una donna che li faccia sentire bambini, o vogliono dei bambini per sentirsi uomini.
Tutti quelli che ho incontrato mi hanno sempre voluta proteggere. Non ho mai capito da cosa.
PIERO
Spero per te, che tu li abbia cancellati
MARTINA
Purtroppo quelli importanti non riesco a dimenticarli.
PIERO
Per forza tu mangi troppo pesce. Contiene il fosforo.

Sul lungo bancone il cuoco è sempre indaffarato e sorridente.

La verità sai qual 'è :Tu li cerchi solo belli e cretini.
MARTINA
Ti ricordo che Fabrizio era un ingegnere nucleare, Marco era un cardiochirurgo, Giorgio era un 110 e lode in economia con Master a New York.
PIERO
E il maestro di aerobica?

Martina sembra turbata. Non risponde.
MARTINA
Andrea è l'unico che mi abbia fatto sentire una donna importante.
PIERO
Perché non ti metti con Tiberio? Non sarà il principe azzurro, ma non tradisce, non parla, non ha emozioni... E' l'uomo ideale. Altro che Andrea
MARTINA
Di Andrea non voglio parlare. Ho già sofferto abbastanza. Però la sofferenza mi ha fatto crescere
PIERO
Beh, se si cresce, spero di soffrire tanto...

STACCO SU

SCENA 72 - ESTERNO GIORNO LUNGO PO
E' una bella giornata di sole. Piero cammina, con dei giornali sotto il braccio, pensando ai fatti suoi lungo il fiume, sopra i Murazzi. Lungo la camminata, si vedono i suoi amici.

A) Diego e Tiberio corrono. Diego è in tuta da ginnastica con dietro scritto "Accademia Scherma Marchesa". Tiberio ha la maglia della Fiorentina con dietro il numero 5 e il nome "Padalino". 
B) Martina è sulla spiaggetta, su una sdraio. Accanto a lei, su altre due sdraio, due bei ragazzi con fisico atletico. Uno dei due si alza e si tuffa dal trampolino dentro il fiume (postproduzione)
C) Charlie esce da una cabina, seguita da una delle due mignotte che chiude inavvertitamente la cabina. La porta si riapre ed esce la seconda mignotta.
D) La moglie di Izzo accanto al fiume, con un cestino da pic nic. Si scopre Izzo vestito da pescatore, con degli stivali molto lunghi. 

Intanto Piero è arrivato su un ponte.

STACCO SU

SCENA 73 - INTERNO AULA UNIVERSITARIA
L'aula è grande, ma semivuota. Il professore è Riccardo Maria Trovato,. Sulla lavagna, dove è già scritto "Schopenhauer", Trovato sta scrivendo "Kierkegaard".

TROVATO
Oggi prendiamo in esame due esponenti del moderno pensiero pessimista. Schopenauer.. come: Sindacato Cooperativa Hiroshima Operaio Piattaforma Estremismo Nichilismo Anarchia Unità Egemonia Restaurazione e Kierkegaard... come: Kaiser Industriali...

Piani di ascolto degli studenti. Squilla un telefonino nell'aula. Trovato sospende la lezione.
TROVATO
Quello che sentite è il classico esempio dell'invadenza delle nuove tecnologie. Non solo nella vita privata, ma anche in momenti alti del pensiero e della cultura come questi.

Il telefonino continua a squillare.
TROVATO
Il telefonino è il simbolo della non comunicazione. Quando la comunicazione è solo rumore di fondo. Le multinazionali dei telefoni ci costringono a pagare il tempo delle nostre parole. Internet è il moderno aldilà. Hanno abbattuto il Sacro per Internet. Ma vaffanculo! Sta pippa cosmica.

A questo punto, con grande indifferenza, apre un cassetto della sua cattedra, prende il suo telefonino e risponde. 
TROVATO
Scusate... Pronto chi parla?

STACCO SU

SCENA 74 - ESTERNO GIORNO PONTE TORINO (ALTERNATA A PRECEDENTE)
Piero è al telefonino appoggiato alla balaustra del ponte.

PIERO
Riccardo, sono Piero. Ti disturbo?

Alternato al precedente (interno aula universitaria).
TROVATO
No, me sto a divertì... Novità?
PIERO
Non l'ho più vista, non l'ho più sentita. E' svanita nel nulla.
TROVATO
L'amore è un atto di fede. 

Piero, ascoltando il telefono cerca di firmare un autografo a due bambinoni di passaggio
TROVATO
Se una donna smette di crederci non c'è miracolo che la faccia tornare indietro.

Nell'aula gli studenti, imitando il professore, ad uno ad uno iniziano a telefonare anche loro. 
TROVATO
Quando decidono chiudono per sempre.

Pietro si sta facendo fotografare con un ciccione, mentre l'altro bambinone scatta
Piani di ascolto degli studenti al telefono. 
TROVATO
Pronto, Piero, pronto?

Piero si sta facendo fotografare dall'altro ciccione che prima scattava la foto, mentre ascolta Trovato per telefono.
PIERO
Devo trovare una maniera per riconquistarla o cancellarla per sempre.
TROVATO
Bisogna fare un piano. Devi essere deciso. Nella passività sei un uomo morto. Agisci, piccolo Pietro Micca dei sentimenti. Vai in prima linea!

Trovato chiude il telefono e quasi all'unisono si affrettano a chiuderlo tutti i suoi studenti. Lo chiude anche Piero sul ponte, allineato in mezzo ai ciccioni, mentre un terzo passante fa la foto. La scena finisce con il flash della foto.

STACCO SU

SCENA 75 - ESTERNO NOTTE COLLINA TORINESE
Panda bianca in movimento. Riconosciamo sulla portiera la scritta "Villa Serenissima". Alla guida dell'auto c'è Diego. Al suo fianco Piero, in smoking. Dietro riconosciamo l'amico del cuore Tiberio, che sta facendo il cucù.

PIERO
Mi spiace vederlo così... Ma è bastata una donna per ridurlo in queste condizioni?
DIEGO
A posto non è mai stato. Ma certo che quella le ha dato il colpo di grazia.
PIERO
Ma cosa posso fare io per lui?
DIEGO
Non fanno niente le medicine....
PIERO
Siamo sicuri che gli fa bene venire alla festa?
DIEGO
Certo che gli fa bene. La sua malattia è questa Vive in un mondo tutto suo. Non ha emozioni, gliele dobbiamo procurare noi. (confidenziale) E poi, se non mi porto a turno un paziente dietro non mi fanno uscire in orario di servizio. 

La macchina procede fino ad un cancello aperto.
DIEGO
Non sei troppo elegante per una festa di Charlie?
PIERO
Non sono elegante. Sto elaborando un lutto.

STACCO SU

SCENA 76 - ESTERNO NOTTE PARCO CASA CHARLIE
Una piscina olimpionica ben illuminata al centro del parco. Dentro la piscina sta nuotando Martina, incurante dei molti invitati alla festa. Sul fondo una bella casa anni trenta, illuminata anche dall'interno. Charlie domina su uno dei terrazzi. Soffia su una grande torta con candeline, tenuta in mano da una delle due mignotte. Al suo fianco l'altra mignotta applaude. Tutta la scena è avvolta da un brano di Benny Goodman. Piero, Diego, Tiberio stanno ascoltando un eccentrico stilista dai capelli ossigenati biondo platino. Accanto allo stilista, un folto gruppo di curiosi.

STILISTA
Vede, Piero, per dimenticare un grande amore, ci vogliono dai tre ai sei mesi. La forchetta è quella, non si scappa.

Un professore e la sua signora intervengono alla discussione.
PROFESSORE
Ma quali sei mesi? La regola è matematica. Per dimenticare un amore lei deve raddoppiare il coefficiente, o , meglio, la durata del rapporto. Lei è stato due anni con una donna? Ce ne vogliono quattro per dimenticare. Otto anni? Sedici. Trentadue? Sessantaquattro.
PIERO
Ottanta?

La moglie del professore interviene con grande tempismo.
MOGLIE PROFESSORE
Centosessanta.

Un ragazzo con un grande colletto alla Elvis Presley si rivolge a Piero in un'altra zona della festa.
CANTANTE
Con due pillole sotto la lingua finisce tutto.
PIERO
Cianuro?
CANTANTE
No. Fiori di Bach. Sono musicista.

In un angolo del parco le SORELLE SUBURBE, due racchie a livello mondiale, consolano Piero. Accanto a lui c'è Diego, mentre Tiberio è su un dondolo, poco distante.
PRIMA SUBURBA
Per fortuna io di questi problemi non ne ho mai avuti.
PIERO
Sei sposata?
PRIMA SUBURBA
No, sono single dalla nascita.
PIERO
(a Diego)
Ti ricordi com'era bella Beatrice?

PRIMA SUBURBA
Secondo Platone e la direttrice di Vogue,
non esiste una forma di bellezza ideale.

SECONDA SUBURBA
Le donne belle bisogna lasciarle agli uomini senza fantasia.

La ragazza della piscina esce dall'acqua. Ha un fisico inaspettatamente invidiabile. Piero riconosce Martina. I due si salutano da lontano. 
DIEGO
Però, Martina... è carina... Noi la guardiamo sempre con gli occhi degli amici, ma a vederla bene...
PIERO
Io direi che è bella veramente. Sono tre anni che fate scherma assieme, e te ne accorgi stasera.
DIEGO
L'ho sempre vista con la divisa.
PIERO
Ma ci hai mai provato?
DIEGO
No, ma che, sei pazzo? Io con le donne ho chiuso.

E tu? Una volta ci provavi con tutte.
PIERO
No. Io cerco solo donne complicate. E poi non sono il suo tipo.
DIEGO
E cosa importa? Neanche lei è il tuo.
PIERO
Da quando mi sono messo con Beatrice, non ho più guardato una donna. 

Durante il dialogo Martina raggiunge un asciugamano e si asciuga. Intanto un ciccione, con un piatto pieno di roba, si avvicina a Piero e si rivolge a lui in modo confidenziale. 
CICCIONE
Sono con lei. So come si soffre in amore. Io sono diventato anoressico.

Charlie, pieno di tic, sta parlando con Martina, che è ancora in costume. Piero è ora disteso sul bordo della piscina. Sta guardando il cielo con sguardo assente. In una soggettiva da incubo si avvicendano una serie di persone, che, in un ultimo disperato tentativo, cercano di consigliare il da farsi. Il giovane che parlava fuori campo è il primo di questa serie.
GIOVANE
Buttala sul ridere che sei un simpaticone.

Piano di ascolto di Piero.
RAGAZZA
Aiutati con le vitamine. Tante spremute.

Nella soggettiva appare Charlie abbracciato alle due mignotte di lusso.
CHARLIE
Se ti interessa, conosco il posto nel mondo dove c'è la più alta concentrazione di puttane. Qui, a casa mia.

Seguono in rapida successione facce e battute.
RAGAZZO
Comprati un cane.
SIGNORE DI MEZZA ETA'
Fatti una sega.
UOMO 1
Alza il gomito.
SIGNORE DI MEZZA ETA'
Fattene un'altra.
RAGAZZO
Cambia la macchina.
GIOVANE PRETE
Vai in palestra, scarica tutto
MARTINA
Che palle.
PRIMA SUBURBA
La vita è spietata, falla finita
UOMO 2
Cambia casa.
SECONDA SUBURBA
Buttati sul lavoro.
TIBERIO
Padalino!