Ogni Lasciato è Perso (1) - Scene 1 - 51
 
 

SCENA 1 - AUTO IN MOVIMENTO ESTERNO GIORNO
Rumore di auto in viaggio. Una mano inserisce un CD in un'autoradio: sarà la colonna sonora delle prossime scene.

STACCO SU

SCENA 2 - TORINO ESTERNO GIORNO (RIPR. AEREA)
E' una giornata di sole. La città è ripresa da un elicottero che punta dritto verso la Mole Antonelliana. L'immagine gira intorno alla mole due volte e nello stesso momento in sovrimpressione compare: "TORINO" al centro del fotogramma. PIERO C., biondo, è alla guida di una lussuosa Citroen DS decappottabile. Al suo fianco una ragazza bionda. Bella, molto bella. BEATRICE. Soggettiva dell'auto in corsa.

VOCE PIERO F.C.
Questa è la mia città. Torino. La capitale della lamiera e della cioccolata. Quello che vedete sono io. Piero C. Un uomo di successo. Sono dei Gemelli: quindi siamo in due, ma con l'ascendente Pesci siamo in quattro. Tifo per il Toro da sempre.

STACCO SU

SCENA 3 - CLINICA PEDIATRICA INTERNO GIORNO
Soggettiva di Piero C. neonato che guarda la propria mamma all'interno della culla. Tra il piccolo e la donna si intravedono dei ranocchi di carta penzolare dall'alto.

PIERO F.C.
Il giorno della mia nascita in famiglia fu festa grande.
MADRE PIERO GIOVANE
Che meraviglia! E' un capolavoro. Ha preso tutto da me!

Dietro la donna entra nell'inquadratura un'infermiera che dà una veloce guardatina al corpicino di Piero C. 
INFERMIERA
Sembra Rigoletto.

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SCENA 4 - ESTERNO GIORNO CAMPOSANTO
Durante la voce f.c. si vede un prato. Un simpatico vecchietto, addormentato, col viso sereno, viene preso di forza con tutta la sedia da due giovani che lo buttano in un buco.

PIERO
Ho preso tutto da mio nonno. Un vero genio. Riusciva ad addormentarsi mentre parlava. Un giorno non si è più svegliato. Lo abbiamo seppellito in pigiama.

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SCENA 5 - AUTO PIERO IN MOVIMENTO
Piero guida felice. La sua faccia è allegra. E' vestito elegantemente. .

VOCE PIERO F.C.
Ho sempre avuto le idee chiare.

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SCENA 6 - ESTERNO GIORNO CORTILE SCUOLA ELEMENTARE
Durante la ricreazione, un gruppo di bambini sta giocando. In un angolo, appartati, vicino ad un'altalena ci sono due bambini: un Piero piccolo e una bambina più alta di lui di tre spanne, con una fluente coda di cavallo.

BAMBINA
Come ti chiami?
PIERO BAMBINO
Piero C.. E tu?
BAMBINA
Carlotta Rossi di Montepulciano. Quanti anni hai?
PIERO BAMBINO 
Undici. E tu?
BAMBINA
Sei e mezzo.
PIERO BAMBINO
Carlotta, sai che da grande sarò un divo della TV?
BAMBINA
Non ci credo. Gira alla larga, nanetto.

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SCENA 7 - AUTO PIERO IN MOVIMENTO
Dettagli dell'auto. Soggettiva della strada.

VOCE PIERO F.C.
Oggi la mia vita è meravigliosa. 

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SCENA 8 - INTERNO AEROPORTO
Piero è seduto su di un'elegante poltrona circondato da hostess meravigliose e qualche steward in atteggiamento da foto ufficiale.

VOCE PIERO F.C.
Sono iscritto alla Freccia Alata.

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SCENA 9 - INTERNO AMBULATORIO MEDICO
Piero è seduto su un'elegante poltrona circondato da meravigliose infermiere e qualche primario in atteggiamento di foto ufficiale (probabilmente gli stessi della foto dell'aeroporto)

VOCE PIERO F.C.
Ho una salute di ferro.

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SCENA 10 - AULA SCOLASTICA
Su una lavagna è disegnata una grande vagina. Piero con una bacchetta ne indica il Punto G.

VOCE PIERO F.C.
Sono primatista mondiale di punto G: lo trovo anche con la nebbia.

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SCENA 11 - CASA PIERO ESTERNO GIORNO
Una palazzo di stile umbertino .

VOCE PIERO F.C.
Ho una bella casa in città e tre seconde case al mare.
In rapida sequenza seguono le immagine di tre graziosa casette incorniciate nella vegetazione di una costa marittima. Le immagini sono tratte da un giornale specializzato di compravendita immobili internazionali.

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SCENA 12 - MACCHINA PIERO IN MOVIMENTO
La macchina procede. Sulla camicia chiara di Piero c'è ricamata in blu la scritta "PIEROC:" Dettaglio eleganti scarpe bicolori. Piero sorride parlando al telefonino.

STACCO SU

SCENA 13 - MACCHINA PIERO IN MOVIMENTO
Piero continua a guidare. Accarezza la gamba di Beatrice, mentre lei accanto sorride, sciogliendo la sua lunga chioma bionda. 

VOCE PIERO F.C.
Il mio lavoro è straordinario. Faccio la TV per non guardarla.

STACCO SU

SCENA 14 - DETTAGLIO
Un primo piano di BENITO da fotografia. L'inquadratura poi si allarga sul totale della foto che è una foto di gruppo degli amici di Piero. Vediamo Diego, Charlie, Martina, Trovato, Benito, Tiberio (che è seduto su una panchina e ha gli amici intorno)

VOCE PIERO F.C.
Ho degli amici fantastici.

STACCO SU

SCENA 15 - ESTERNO GIORNO VILLA SERENISSIMA
Tiberio è un giovane magro, con gli occhiali con montatura e lenti molto spesse, un taglio di capelli (parrucca) inadeguato. E' seduto su una panchina modello Forrest Gump. E' nel parco della clinica.

VOCE PIERO F.C.
Questo è Tiberio. Ex giornalista sportivo. E' nato nella Svizzera del Sud: l'Irpinia , ma vive da due anni a villa Serenissima. Una clinica di lusso di Igiene Mentale. Da quando Valeria, lo ha lasciato per un altro, si è ridotto così. Io e gli altri amici gli paghiamo la retta. Qui lo vedete nell'imitazione dell'allenatore di calcio Giovanni Trapattoni, suo cavallo di battaglia...

Dissolvenza sulla medesima inquadratura, ma la panchina adesso è vuota. Entra in campo Tiberio, che, con passo molto elastico, alla Trapattoni, si libera del soprabito buttandolo nervosamente sulla panchina, poi gesticola, guardando un'immaginaria partita, fischia con due dita in bocca, si accovaccia, batte con le dita sull'orologio, dà indicazioni ai giocatori, si protende verso il campo e, portandosi le mani alla bocca, chiama con urlo soffocato: 
TIBERIO
Padalino!
VOCE PIERO F.C.
Le suore lo liberano una volta alla settimana.

STACCO SU

SCENA 16 - INTERNO GIORNO SALA DA TE ALBERGO DI EDIMBURGO
La madre di Piero circondata da quattro ragazzi vestiti di nero, con cilindro, indossa un vestito a campana di velluto rosso, simile alla tappezzeria damascata della sala. Sta recitando delle poesie. 

VOCE PIERO F.C.
Con mia madre sono stato molto fortunato. Ha un carattere d'oro: sempre serena e disponibile. Anche lei è un'artista, ma per hobbie. Qui la vedete al festival internazionale di Edimburgo mentre recita le sue poesie in Inglese.

Nelle pause della voce di Piero sentiamo quella della madre che recita in inglese.
VOCE MADRE
(versi in inglese)..........
VOCE PIERO F.C.
Il vestito che indossa gliel'ha costruito per l'occasione un falegname di Torino.

STACCO SU

SCENA 17 - AUTO PIERO IN MOVIMENTO
Piero continua a guidare con accanto Beatrice.

VOCE PIERO F.C.
Ma a chi va il merito di questo prodigio che è la mia vita? Alla fortuna? Al talento? Al mio immenso ottimismo? No. Solo a lei, Beatrice.

E finalmente si materializza il bellissimo viso di Beatrice, che toglie gli occhiali da sole e scopre due meravigliosi occhi blu.
VOCE PIERO F.C.
Il mio amico Charlie, che di donne se ne intende...

STACCO SU

SCENA 18 - CAMERA DA LETTO CHARLIE
Charlie è in vestaglia sul grande letto. Un gran faccione, capelli biondi ondulati con la riga. Occhio piccolo e con evidenti tic. E' di corporatura massiccia. Alle spalle del letto una grande pelle di leopardo. Ha appena finito di telefonare.

CHARLIE
Qui non si trova una puttana neanche a pagarla.

STACCO SU

SCENA 19 - AUTO IN CORSA PIERO
Dettagli ruote macchina. Inquadrature da diverse posizioni.

VOCE PIERO F.C.
...Dice che una così non la troverò mai più. Nella mia vita ho incontrato un milioni di corpi: di questi milioni ne ho desiderati centinaia, ma di queste centina io ne amo uno solo: il suo. Nel mio piccolo ho avuto, ragazza più ragazza meno, 25 fidanzate.

STACCO SU

SCENA 20 - CORTILE SCUOLA ESTERNO GIORNO
Come in una foto di gruppo di una scolaresca femminile ecco comparire le 25 fidanzate di Piero. Sulla sfondo di un'ipotetica scuola si distingue per età anche un'ipotetica maestra.

VOCE PIERO F.C.
Di tre mi sono innamorato.

In sequenza i primi piani i di tre ragazze scelte nel gruppo, evidenziate da un cerchio rosso. Su ogni immagine fissa è sovrimpressa una data (1979, 1992, 1992)
VOCE PIERO F.C.
Silvia, trent'anni, musicista... Cecilia 24 anni, studentessa... Maria Luisa 27 anni ninfomane. Credevo di amarle ma era pura illusione.

STACCO SU

SCENA 21 - AUTO PIERO IN MOVIMENTO

VOCE PIERO F.C.
Perché da quando c'è lei tutto questo non esiste più.

Accanto a lui Beatrice lo guarda con un dolcissimo e sereno sorriso. Con un affettuoso gesto amoroso si allunga verso di lui e lo bacia vicino alla bocca.
VOCE PIERO F.C.
Sì, Beatrice è la donna della mia vita.

Un rapido zoom va sul cruscotto, dove c'è calamitato un piccolo ritratto di Beatrice con la scritta: "Con te per sempre". La macchina si infila in un tunnel e scompare. Sul nero della bocca della galleria appare la didascalia: "TRE MESI DOPO" . La musica che ha accompagnato fin qui la sequenza sfuma, lasciando il posto ai rumoracci di un'auto sgangherata che procede a fatica. Dall'altra parte del tunnel è notte e sta piovendo a dirotto. La macchina esce ora con la capotte chiusa ed è tutta infangata. Un lampo illumina l'auto. Rumore di tuono. Dettaglio cruscotto: invece del ritratto di Beatrice, c'è quello di Padre Pio. La scritta è la stessa: "CON TE PER SEMPRE". Mano che inserisce un altro CD nell'autoradio. Sarà la nuova colonna sonora. Dettaglio della mano di Piero che prende sul sedile dove era seduta Beatrice il telefonino. Tenta di fare un numero di telefono, ma il telefono è scarico. Piero, che indossa un vestito più casual (maglione, jeans e un giubbotto) butta il telefono fuori dal finestrino. Non è più biondo, ma ha i capelli del suo colore naturale. Soggettiva della macchina nella notte. Fari di una macchina che abbagliano all'improvviso il parabrezza, formando la classica tendina che introduce una seri di flash di quella che noi chiameremo "Ultima cena".

STACCO SU

SCENA 22 - AMBIENTE INDEFINITO
Rapidi stacchi flashati in rapida sequenza dei momenti salienti dell'ultima cena, scanditi dall'abbagliamento delle auto. Beatrice ha gli occhi di ghiaccio e una faccia fredda e distaccata: un'altra.

BEATRICE
Facciamo in fretta... (flash con dettagli del viso) 
Ho mal di testa... (flash con dettagli del viso)
Ma come sei vestito? Sei ridicolo.. (flash con dettagli del viso)

STACCO SU

SCENA 23 - AUTO PIERO IN MOVIMENTO
Dettaglio occhi lucidi Piero da specchietto retrovisore.

STACCO SU

SCENA 24 - CORTILE SCUOLA ESTERNO GIORNO
Ritroviamo in primo piano una delle 25 ex fidanzate di Piero.

PRIMA RAGAZZA
Perché fai quella faccia? Anche tra noi è finita. Mi hai lasciato tu, coglione!

La mdp si allontana velocemente svelando il gruppo stile foto di classe delle altre ex. Alcune ragazze intervengono in primo piano.
SECONDA RAGAZZA
Anche a me testa di cazzo!
DUE GEMELLE
Pure a noi, contemporaneamente, criminale!

Di seguito, con lo stesso ritmo di un appello scolastico, altre ragazze, rispondono alzando il braccio.
RAGAZZE
Lasciata... Lasciata... Lasciata... Cacciata... Lasciata... Scappata... Cacciata... Scappata...

L'ultima a rispondere è quella vestita da maestra
MAESTRA
Menata
RAGAZZE IN CORO
Vergogna!

STACCO SU

SCENA 25 - ESTERNO CITTÀ' NOTTE
Il muso della macchina che si inchioda all'interno di una pozzanghera. Si apre lo sportello e vediamo i piedi di Piero che scendono in modo rapido e finiscono nei dieci centimetri d'acqua e fango. Le scarpe bicolori sono diventate di un terzo colore. Allargando l'inquadratura, sorprendentemente troviamo un Piero grasso e sofferente. Una macchina passa veloce e schizza fango su Piero. Mentre Piero cammina compare il grande titolo del film, in rosso su sfondo nero:

OGNI LASCIATO E' PERSO

Effetto tuono che interrompe la musica.

STACCO SU

SCENA 26 - ESTERNO CITTÀ' NOTTE
Piero cammina dondolante sul marciapiede sotto la pioggia. Il trucco lo ha reso irriconoscibile. E' grasso dappertutto: il collo, le braccia, le gambe.

VOCE PIERO F.C.
L'abbandono, anche per un uomo di successo, è una catastrofe. Ci si sente diversi, pesanti, rotondi, zavorrati.
PIERO
(disperato)
Mamma, aiutami tu.

STACCO SU

SCENA 27 - CASA DA TE' ALBERGO DI EDIMBURGO
La madre, con il vestito del falegname e con alle spalle i quattro musicisti in atteggiamento minaccioso, si protende con un microfono ad asta verso la m.d.p. e grida.

MADRE DI PIERO
Te l'avevo detto, pagliaccio!

STACCO SU

SCENA 28 - INTERNO NOTTE BAR SUL FIUME
Il locale è sottotono e prossimo alla chiusura. E' deserto. Totale del bar dall'alto. Piero, tornato magro, si avvia al bancone. Di fronte c'è un uomo corpulento, che sta leggendo un giornale.Da una radiolina si sente una musichetta. 

PIERO
Scusi?

L'uomo, spaventato dallo sconosciuto entrato nel bar a quell'ora, sporco e trasandato, tira fuori una carabina e gliela punta contro. Piero alza le mani. 
PIERO
Non mi riconosce? Sono della televisone!
OSTE
(caricando il fucile)
Appunto.
PIERO
(con le mani alzate)
C'è un telefono?
OSTE
No.

STACCO SU

SCENA 29 - ESTERNO NOTTE BAR SUL FIUME
Stacco del bar dal di fuori, con l'auto davanti. Dal cofano esce del fumo nero.

STACCO SU 

SCENA 30 - INTERNO NOTTE BAR PERIFERIA
Piero è seduto ad un tavolino del bar. L'oste si avvicina con una certa diffidenza e gli mette sotto il naso un piatto di minestra. I due si guardano in faccia. L'oste si allontana. Piero guarda il piatto. Soggettiva. Sul piatto si inizia a sentire una musica di violini. Rialzando gli occhi di fronte a sé si materializza l'atto saliente dell'ultima cena. La musica di violini sale.

STACCO SU

SCENA 31 - INTERNO RISTORANTE INTERNO NOTTE
Beatrice è seduta di fronte a Piero, con un altro piatto di minestra davanti a sè. L'ambiente è molto elegante. Tre violinisti neri, vestiti di bianco, suonano una struggente melodia. Lei ha la faccia gelida dei flash precedenti. La mano di Piero spinge uno scatolino rosso verso la mano di Beatrice sul tavolo. La mano di Beatrice glielo risposta indietro. Piero ci riprova e Beatrice lo respinge nuovamente.

PIERO
Carino qui.....
BEATRICE
Sembra il museo Egizio.
PIERO
Beatrice, mi vuoi sposare?
BEATRICE
(glaciale)
Una soluzione troppo superficiale.
PIERO
Mi sento male.
BEATRICE
Nulla è per sempre.
PIERO
Non mi ami più?
BEATRICE
No.

Beatrice mette in borsa il pacchetto dell'anello. Si alza e se ne va. Piero sconsolato è davanti al solito piatto di minestra. E' disperato. Alcune lacrime finiscono dentro la scodella creando un effetto di cerchi concentrici. Sulle ultime due lacrime che cadono nella ciotola si sente la voce di un cameriere, ossequioso.
CAMERIERE
Troppo peperoncino?
PIERO
Ti fai i cazzi tuoi?

STACCO SU

SCENA 32 - BAR SUL FIUME INTERNO NOTTE
Piero, al tavolino, sta raccontando la sua cena. La musica di violino scompare. L'atmosfera ritorna quella squallida della scena 30.

PIERO
Era un'altra. Gli occhi erano freddi. Rideva nervosamente. Ero a dieci centimetri. Mi sentivo lontano un milione di chilometri... L'ho persa per sempre.

Scopriamo che Piero sta raccontando la sua cena all'oste, che è seduto vicino a lui, dove prima era Beatrice, appoggiato alla carabina. Piange. Dietro l'oste, nella posizione che era dei violinisti, tre esterrefatti ragazzotti dai capelli lunghi ascoltano in silenzio.

STACCO SU

SCENA 33 - INTERNO NOTTE CASA CHARLIE
Si vede una segreteria telefonica. Accanto a questa, su un tavolo elegante di cristallo, una pila di riviste "Playboy". A fianco la foto del grande Torino e di un leone. Sullo sfondo, sfuocata, la solita pelle di leopardo. Alternato a Piero in cabina.

PIERO
(voce da segreteria telefonica)
Charlie. Sono un uomo morto, non esisto più. Sotterrato. Beatrice ha deciso di buttarmi via e io .. BIP

STACCO SU

SCENA 34 - CABINA TELEFONICA ESTERNO NOTTE
Piero parla al telefono dentro una cabina telefonica nei pressi del fiume. Dietro la cabina si vedono il bar e la Citroen parcheggiata. Continua a piovere.

PIERO
Diego, dove sei?

STACCO SU

SCENA 35 - INTERNO NOTTE CASA DIEGO
Una segreteria telefonica più scalcagnata. Accanto ad essa, una pila di riviste di psichiatria, una serie di confezioni di farmaci e una foto di una ragazza vestita da infermiera, dentro una cornice ovale d'argento.

PIERO
(voce da segreteria telefonica)
Mi dici sempre: chiamami quando stai male, chiamami quando hai dei problemi, adesso che avrei bisogno di una dose di calmanti, non ci sei... BIP

STACCO SU

SCENA 36 - INTERNO NOTTE CASA MARTINA
Un 'altra segreteria telefonica. Accanto ad essa una pila di riviste di architettura. Vicino c'è una foto di una ragazza in costume (MARTINA) assieme ad un fusto da copertina.

MARTINA
(voce da segreteria telefonica)
Sono Martina. Non ci sono. Lasciate un messaggio. Ciao.
PIERO
(voce da segreteria telefonica)
Cazzo, non trovo nessuno. BIP

STACCO SU

SCENA 37 - INTERNO CASA TROVATO
Un'altra segreteria. Accanto una pila di giornali ("Il Manifesto" "Liberation" "Le Monde Diplomatique") e una foto di un giovane in dolcevita con la barba in una manifestazione con bandiere rosse.

PIERO
(voce da segreteria telefonica)
Pronto, Riccardo... Non ci sei nemmeno tu?

Una mano prende la cornetta del telefono. L'inquadratura si allarga e scopriamo Riccardo Maria TROVATO, un uomo autorevole, 55 anni, alto, corpulento, con la barba, ex-sindacalista e ora professore di filosofia. Ha un maglione dolcevita anni '70, lo stesso della foto della manifestazione. 
TROVATO
Piero, che piacere sentirti... La regale calvinista, efficiente Torino. Il vero scontro tra le due italie è sempre stato tra la mia vecchia Roma imperiale e la tua Torino.

STACCO SU

SCENA 38 - ESTERNO NOTTE CABINA TELEFONICA (ALTERNATO AL PRECEDENTE)
Piero sta parlando nella cabina telefonica. Dietro di lui si intravede un barbone su una panchina con un cane accanto. Il barbone ha un ombrello sgangherato aperto.

PIERO
Volevo parlare con qualcuno. Mi conoscono milioni di persone, io conosco tre disgraziati e non li trovo mai. 
TROVATO
No, Piero, non si è mai soli veramente al mondo. Pensa agli amici che ti stimano. Pensa alle donne: tua madre, con tutti i sacrifici che ha fatto, e Beatrice dove la mettiamo?
PIERO
Riccardo, fammi parlare, che mi finisce la scheda...

Entra in campo nella stanza di Trovato, BABI, sua moglie con maschera di bellezza e cetrioli sugli occhi, che le coprono la visuale. Cammina lentamente con le mani avanti come una cieca. Un grande vaso cinese incombe nella stanza. Babi, lo sfiora, non vedendolo.
BABI
Riccardo... Vieni a nannina...
TROVATO
Babi, vengo, c'è l'eroico Piero al telefono da Torino. C'è Babi che mi chiama devo andare. 

Babi, cieca per i cetrioli, va a scontrarsi fuori campo con il grosso vaso che si rompe in mille pezzi. 
PIERO
Riccardo, Beatrice mi ha lasciato.
TROVATO
Ma che cazzo me stai a ddi? 
PIERO
E' finita. 
TROVATO
Piero, non drammatizziamo. Bisogna capire che è successo. Bisogna stare nella sua testa. Capire anche lei. E' una ragazza che non ha tradizioni familiari solide. E' una sbandata. E' molto giovane. Dalle tempo, prendi tempo... E' solo una battaglia nella guerra della vita. Pensa a Nelson Mandela che ha fatto 28 lunghi anni nelle galere del governo razzista bianco del Sudafrica in una cella circa sei metri quadrati. Pensa ai Vietcong che hanno vissuto per trent'anni sottoterra nei sentieri di Ho Chi Min. Questi organizzati in un formicaio, con asili, scuole, supermarket...

Nella cabina non c'è più nessuno. La cornetta penzola.

STACCO SU

SCENA 39 - INTERNO NOTTE CASA PIERO
Segreteria telefonica. Accanto: riviste su TV e comunicazione, una foto in primo piano di Piero e Beatrice sorridenti al mare.

BEATRICE
(voce da segreteria telefonica)
(musichetta di sottofondo)Qui è la segreteria telefonica di Piero e Beatrice. Non ci siamo. (risata dei due) Ci spiace. BIP
DIEGO
(voce da segreteria telefonica)
Ciao Piero, sono Diego. Ho sentito il tuo messaggio...

STACCO SU

SCENA 40 - CASA DIEGO INTERNO NOTTE
Una casa piccola e piuttosto disordinata. Una scrivania con un grosso computer e accanto una abat jour. DIEGO è un ragazzo sui 35/40 anni portati bene, basette da rockabilly, sempre vestito di nero. Il suo sguardo è vagamente perso.

DIEGO
Ero fuori. Sai che la notte mi piace andare in giro con la macchina da solo... Quando torni a casa chiamami. Se trovi occupato fai l'altro numero che sono su internet. Lo sai che la notte mi piace navigare, dopo aver girato in macchina... BIP

STACCO SU

SCENA 41 - PARCO LUNGO IL FIUME ESTERNO NOTTE
Piove a dirotto. Piero, uscito dalla cabina, cammina sconsolato ed incurante della pioggia insistente. Si dirige verso la panchina su cui è seduto con i suoi pacchi il barbone, protetto dalla pioggia dal suo misero ombrello. Il suo piccolo cagnetto è fradicio sotto la panchina. Piero è titubante, poi si decide. Si siede accanto a lui in silenzio. Dopo una breve pausa comincia a parlare.

PIERO
Tutti dicono che un grande amore quando finisce va dimenticato. Ma se dimentico un grande amore, che grande amore è? E io voglio che sia un grande amore, anzi l'unico grande amore della mia vita. Se non è grande amore questo quando arriva? Lei in proposito cosa ne pensa?
BARBONE
Guardi, io ho altre preoccupazioni.

I due rimangono immobili e silenziosi sotto la pioggia. Un tuono.

STACCO SU

SCENA 42 - RIPRESA AEREA DI ROMA ESTERNO NOTTE
In sovrimpressione la scritta grande "ROMA" sulle note della canzone di Dean Martin "That's amore". Palazzi illuminati di una periferia. Alcune finestre sono illuminate dalla luce azzurrata dei televisori. Riecheggia con più vigore la musica di Dean Martin. Si sente la voce di Piero con enfasi da conduttore televisivo.

PIERO
Benvenuti a "That's amore, il programma sull'amore. Stasera ho il piacere di presentare in esclusiva per il nostro show sui sentimenti...

STACCO SU

SCENA 43 - INTERNO ABITAZIONE
Dettaglio del televisore con un primo piano di un signore sui sessant'anni con un paio di occhiali che sembrano dei monitor, capelli grigi striati annodati in un codino.

PIERO
Lo scrittore neoromantico tedesco Kurt Krugher di passaggio in Italia per presentare il suo ultimo best seller...

Lo scrittore mostra sfacciatamente alla telecamera il libro che ha tra le mani. Sulla copertina spicca il titolo a caratteri in oro : "KRUGHER"
PIERO
Dottor Krugher, cosa significa per lei scrivere d'amore?

Il professore risponde, con forte accento tedesco.
PROFESSORE
Quando si scrive d'amore, bisogna intingere la penna nell'arcobaleno e asciugare la pagina con la polvere delle ali delle farfalle.

Davanti al televisore, su un divanetto da quattro soldi, un po' striminzito, c'è una classica famiglia italiana composta da un padre, una madre, un nonno, una bambinona, un fratellino più piccolo sulle ginocchia del nonno, il quale commenta la frase del professore.
NONNO
Me cojoni..

STACCO SU

SCENA 44 - TAXI IN MOVIMENTO CENTRO ROMA ESTERNO NOTTE
Piero è nel taxi. Dalla radio si sentono le voci di ascoltatori che telefonano a una radio libera.

VOCI RADIO
"Sensi, facce n'altro sforzetto. Bastano cento mijardi, ppe facce sognà..." "A maggica è squadra per le grandi competizioni europee, o anche per il campionato? Vojo capì..."

STACCO SU

SCENA 45 - ESTERNO NOTTE ALBERGO
Un taxi si ferma davanti all'albergo. Piero paga e scende con la valigia. Davanti a lui compare, un po' arrugginito, un motorino abbandonato, legato ad un palo con una vecchia catena. Piero si blocca... 

FLASHBACK

SCENA 46 - ESTERNO GIORNO ALBERGO
Beatrice attacca il motorino al palo. E' sorridente come sempre.

STACCO SU

SCENA 47 - INTERNO HALL DELL'ALBERGO
Piero sta parlando con un portiere altissimo in divisa d'ordinanza.

PIERO
Bisogna farlo togliere con tutto il palo che mi da tristezza.

Piero scrive un biglietto.
PIERO
Questo è il numero della madre, chiamatela voi

Arriva intanto un secondo portiere con un telefono in mano.
PORTIERE
Bentornato signor Piero. C'è una telefonata per lei.
PIERO
(molto emozionato)
Di chi?

Il portiere indica il telefono. Piero tira su la cornetta. Lo schermo di divide in split screen, comprendendo anche l'inquadratura successiva.

STACCO SU

SCENA 48 - INTERNO NOTTE CASA MARTINA
Martina è seduta sul letto. Parla al telefono. Dietro di lei una vetrata da cui si vede un'immagine notturna di Torino, possibilmente con il fiume. Sul comodino la foto di lei al mare con il muscoloso.

MARTINA
Ciao Piero, sono Martina. Come sta il malatino?
PIERO
Tutte le volte che ti cerco non ci sei.
MARTINA
Tu mi cerchi solo quando hai bisogno.
PIERO
Non sei la mia amica del cuore?
MARTINA
(ironica)
Ma se non ce l'hai più il cuore...
PIERO
Ce l'ho, ce l'ho. E mi dà un sacco di problemi. Devo trovare una soluzione.
MARTINA
Non c'è soluzione perché non c'è problema. Se era davvero un amore vero, torna a casa.
PIERO
Torna a casa... Cos'è, un piccione viaggiatore?
MARTINA
(sorridendo)
Dai che quando torni, andiamo a mangiare il sushi... Ciao.

Termina lo split screen.

STACCO SU

SCENA 49 - INTERNO HALL ALBERGO
Piero ha finito di telefonare. Si rivolge al portiere.

PIERO
A lei piace il pesce crudo?
PORTIERE
E che so', 'na foca?...

STACCO SU

SCENA 50 - ASCENSORE ALBERGO INTERNO NOTTE
Piero davanti all'ascensore. Si apre la porta. Piero assiste as una scena per lui terrificante. Un ragazzo e una ragazza si stanno baciando appassionatamente. Piero entra nell'ascensore. I due continuano a baciarsi. L'ascensore parte. Imbarazzo di Piero, mentre i due continuano imperterriti. Si apre la porta ed entra il prete. L'ascensore riparte. Dettaglio del numero dei piani. L'ascensore si ferma. Escono i ragazzi e rimangono Piero e il prete. L'ascensore riparte. Piero e il prete in silenzio proseguono la loro corsa. La porta si apre e il prete fa per uscire. Piero si rivolge al prete.

PIERO
Beati loro...

Il prete esce.

STACCO SU

SCENA 51 - CAMERA ALBERGO PIERO INTERNO NOTTE
La camera è un piccola ed elegante suite. Mobili di design si confondono nel buio della stanza. Quadri di arte moderna. Forse una vetrata. Piero è seduto su una poltrona. Accanto a lui, in terra, una belle serie di confezioni di medicinali vari. Qualche bottiglia semivuota. Su una scrivania una foto di Beatrice. Una musica d'ambiente in sottofondo. Piero guarda nel vuoto. Davanti a lui si materializzano in un cono di luce, con stacchi in asse, alcune figure della sua vita.

MADRE
Te l'avevo detto. Morirai solo. Pagliaccio!
PIERO BAMBINO
(camicia bianca, cravatta nera, aria saccente)
Le grandi elevazioni dell'anima non sono possibili se non nell'isolamento e nel silenzio.
BEATRICE
Non credere di essere l'unico a stare così. Anche io sono sola. Finalmente.

Appaiono alla fine le ex fidanzate di Piero (nella stessa formazione da foto di classe).
PRIMA RAGAZZA
Sei un verme!
LE ALTRE RAGAZZE
(in coro)
Solitario!