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La Spia |
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MATA HARI
la doppia vita di Greta Zelle
La spia più famosa di tutti i tempi è approdata su Radio
2.
Uno sceneggiato in 30 puntate, in onda dal 15 settembre 2003 alle 8:45,
che
ha fatto rivivere, tra storia e mistero, la rocambolesca vita della
femme-fatale
che mise in subbuglio l'Europa negli anni tra la Belle Epoque e la
Grande
Guerra.
Il cast d'eccezione vede protagonista Veronica Pivetti
(nella
parte di Mata Hari) attorniata da oltre 50 attori, scelti tra le
più
belle e famose voci d'Italia.
Soggetto e regia sono del sottoscritto, alla sceneggiatura hanno
collaborato
con me Elena Delmastro e Andrea Carlo Cappi.
Quest'ultimo, scrittore ed esperto di spionaggio, è noto per
essere
il traduttore italiano di tutti gli ultimi romanzi di James Bond.
Lo sceneggiato ha inizio nel 1917, con il drammatico processo per
spionaggio,
poi, tornando indietro di 25 anni, narra la romantica e movimentata
esistenza
di Mata Hari, a partire dall'adolescenza, fino alla fucilazione
avvenuta
in Francia il 15 ottobre 1917
CHI FU VERAMENTE MATA HARI?
Margaretha Geertruida Zelle MacLeod (questo era il suo vero nome) non
era
una donna bellissima (come oggi la possiamo intendere), ma era
indubbiamente
molto sensuale e affascinante. Era alta 1 metro e 77 (altissima per
l'epoca),
e non passava certo inosservata, era olandese e aveva vissuto molti
anni
in Indonesia, era elegante, colta e intelligente, parlava sei lingue e
aveva
un gran talento per la danza.
Ma cosa fu veramente? Danzatrice? Spia? Femme-fatale? Doppiogiochista?
Avventuriera?
Prostituta? Ninfomane? Millantatrice? Megalomane? Ragazzina viziata? O
tutte
queste cose messe assieme?
Di certo era molto intraprendente e sicura di sé: quando
arrivò
a Parigi nel 1904 aveva soltanto 50 centesimi nella borsetta, ma prese
subito
alloggio al Grand Hotel...
Di recente, alcuni autori revisionisti, hanno persino messo in dubbio
che
Mata Hari fosse stata realmente una spia; sostengono che fu vittima di
un
errore giudiziario. L'errore invece lo commette chi legge i documenti
dell'epoca
come fossero "oro colato". Desumere la vicenda di Mata Hari dai verbali
del
processo sarebbe come raccontare il caso Kennedy accettando il rapporto
della
commissione Warren, o il disastro di Ustica leggendo le carte
processuali...
I Servizi Segreti sono da sempre "segreti" per definizione, e quindi
ogni
loro azione è secretata o scarsamente documentata dai governi. A
questa
regola non sfugge Mata Hari, donna poliglotta quasi apolide, di dubbia
moralità,
che viaggiava per lavoro e aveva un debole per le uniformi, che
frequentava
gli ambienti giusti ma aveva un continuo bisogno di denaro per vivere
nel
lusso più sfrenato.
Un personaggio così prezioso e facile da "comprare", non poteva
sfuggire
all'attenzione dei "servizi di informazione" che cominciavano a
dilagare
in Europa durante la Belle Epoque.
Probabilmente Mata Hari accettò di diventare dapprima una
semplice
informatrice dei tedeschi. In quel tempo le comunicazioni erano ancora
lente
e faticose, e una banale lettera poteva trasmettere notizie importanti,
raccolte
magari nei salotti (o nei letti) della Ville Lumière.
A quel punto però la donna era entrata nella rete e, con
l'avvicinarsi
del conflitto mondiale, fu probabilmente costretta a diventare una vera
e
propria spia del "Tiergarten" tedesco (col nome in codice di H21);
erano
tempi pionieristici, in cui la seduzione giocava un ruolo importante,
le
donne non venivano sospettate di spionaggio e il massimo della
tecnologia
era l'inchiostro simpatico.
La fine di Mata Hari arrivò quando, confidando troppo sulle sue
protezioni
altolocate, tentò di fare il doppio gioco coi francesi; per
questo
venne tradita, arrestata e fucilata.
Mata Hari, Greta Zelle, Lady MacLeod, Clara Benedix, la spia
operò
con molti pseudonimi ed è difficile capire cosa combinò
veramente.
Certo è che molte cose furono insabbiate dagli stessi francesi,
che
la vollero fucilare in modo esemplare per sollevare il morale di una
popolazione
depressa dalla guerra, ma per lo stesso motivo non avevano interesse
che
si sapesse tutta la realtà dei fatti. Perciò, dopo una
lunga
istruttoria, il processo fu breve e si tenne a porte chiuse e, a
distanza
di soli quattro giorni dalla fucilazione della spia, il suo principale
accusatore,
Georges Ladoux, fu a sua volta arrestato con l'accusa di spionaggio a
favore
della Germania.
Cosa avvenne realmente? I dettagli non li abbiamo, ma ci sono molti
indizi.
Nello sceneggiato abbiamo cercato di raccoglierli tutti e raccontare
fatti
noti, mescolati a episodi romanzati, che si sviluppano nelle pieghe
oscure
delle biografie ufficiali. La vicenda è piena di colpi di scena
e
cerca di dare una spiegazione (se non reale, almeno verosimile) di
molti
lati oscuri della vita della spia più famosa di tutti i tempi.
Per ricostruire la vicenda, tra storia e romanzo, abbiamo prima di
tutto
stilato una cronologia dettagliata
di tutti
gli eventi storici contemporanei a Mata Hari; ne sono scaturiti
incontri
possibili con personaggi come: la Bella Otero, Marthe Richard,
Rasputin,
il giovane Hitler, il Barone Rosso, Fraulein Doktor, e molti altre
figure
storiche.
Lo sceneggiato, più che una semplice biografia, è
diventato
così l'affresco di un epoca affascinante e troppo spesso
dimenticata
come fu la Belle Epoque.
Arturo Villone
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