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COM'E` NATA LA FURIA

Eymerich in RAI aveva avuto prima di me già due edizioni: nel 1998 "La Scala Per L'Inferno", con la regia di Massimo Guglielmi, e nel 2000 "Il Castello Di Eymerich", con la regia di Paolo Modugno (quest'ultimo vincitore del Prix Italia 2000).

Quando la RAI mi chiamò per propormi la regia di "La Furia Di Eymerich" mancava meno di una settimana all'inizio delle registrazioni! L'azienda aveva improvvisamente rotto le trattative con il precedente regista e mi chiedeva di prendere in pochi giorni le redini dell'operazione.

Ancora una volta la RAI mi chiamava per risolvere un'emergenza.
L'eredità era pesante: il regista precedente aveva vinto un Premio Italia (io in quei giorni avevo appena ricevuto la nomination per l'edizione 2001 con " Diabolik "), il pubblico era abituato a un certo personaggio e quindi io, oltre a misurarmi coi lettori fedeli di Valerio Evangelisti (considerato il massimo scrittore italiano di Fantascienza) mi sarei dovuto misurare anche col gusto degli ascoltatori RAI delle edizioni precedenti.

Il lavoro era già tutto pianificato, ma secondo i criteri dell'altro regista. Anche il cast degli attori era già formato, e non c'era modo di intervenire. Per fortuna alcuni di loro (tra cui il protagonista Luca Biagini ) avevano già lavorato con me e mi conoscevano. Sarebbe stata tuttavia inevitabile la diffidenza nei miei confronti da parte degli altri che avevano già collaborato alle precedenti edizioni.
Io non avevo il tempo di leggere e assimilare tutte e 30 le puntate, e magari documentarmi per capire a fondo il personaggio (per Diabolik avevo studiato quasi tre mesi). Inoltre non avevo ascoltato i lavori precedenti, e le registrazioni delle vecchie edizioni non erano disponibili in RAI.

Isomma, c'erano tutti i presupposti perché fosse una "missione impossibile", quindi accettai.
 

IO E EYMERICH

Un giorno un veggente, senza sapere nulla di me, disse che io nella vita precedente ero stato un alto prelato del Vaticano nei primi del '900, molto vicino al Papa.

Io non credo molto a queste cose, e non sono affatto religioso praticante (mal si sposerebbe con la mia dottrina epicurea ), ma devo dire che, in effetti, la mia vita è stata scandita involontariamente dalla presenza incombente della chiesa.
Il veggente diceva che tutto è scritto nel nostro karma e che le cose ritornano da una vita all'altra.
E sarà pure stato un caso, però nella mia vita:

- Molti antenati da parte di mia madre furono preti (come spesso avveniva nelle casate della nobiltà di provincia), uno di questi, tale Vittorio Federico , fu persino ABATE Cistercense.

- Il Liceo-Ginnasio che ho frequentato era statale e LAICO, ma aveva sede in un ex convento di Agostiniani e le classi erano ricavate nelle ex celle dei frati. Ma non basta: per una serie di coincidenze metà dei professori di quegli anni erano preti o frati.

- Nel 1974 uscì la colonna sonora del film tratto da uno dei più grandi musical  di tutti i tempi  "Jesus Christ Supersatar", Ne fui folgorato. Fu il primo LP che acquistai in vita mia.

- La prima radio in cui andai a lavorare nel lontano 1976 la scelsi perché era vicina a casa, si chiamava Radio Equipe, ma era la radio della parrocchia.

- Alla fine degli anni '80 dovetti trasferire la sede della mia prima società, e il posto più adatto e conveniente che trovammo fu in un locale che scoprimmo essere di proprietà dei Fratelli delle Scuole Cristiane. Anche in questo caso i miei padroni di casa erano dei religiosi.

- Alla fine degli anni '90 mi dedicai all'adattamento dei musical in lingua italiana, cominciai naturalmente con "Jesus Christ Superstar ", il lavoro diventò il primo musical mai realizzato apposta per la radio, fu trasmesso da Radio Due RAI il primo Gennaio 2000 (l'anno del giubileo).

- Sono di Torino, ma da qualche anno mi sono trasferito a Roma, ogni volta che esco di casa vedo la cupola di S.Pietro (un ritorno "a casa" disse il veggente).

- A Roma sono nati contatti e collaborazioni con Radio Vaticana e Radio RAI mi ha affidato la regia dello sceneggiato su GIOVANNA D'ARCO.

Il veggente aveva detto infatti che io sono inconsciamente attratto (o perseguitato) dai luoghi e gli ambienti della mia vita precedente. Vero o falso che sia, il fatto è che non sono stato io a propormi in RAI come il nuovo regista di Eymerich, ma è stato piuttosto l'Inquisitore a cercare me...!

Coincidenze e amenità a parte, io non conoscevo Eymerich, ma ne sono stato presto catturato, facilitato anche dalla mia grande passione per il medioevo. Grazie ad essa ho avuto modo in passato di visitare molti castelli e abbazie, e quindi conosco bene gli ambienti descritti da Evangelisti.
Per questo e altri motivi l'intesa con l'autore è nata presto e ho così potuto avvicinarmi meglio a questo personaggio tanto amato e nel contempo detestato dal suo stesso pubblico.

 

BILANCIO FINALE

L'operazione nel complesso è stata positiva, Valerio Evangelisti si è dichiarato entusiasta, la RAI è stata molto soddisfatta perché gli ascolti erano alle stelle. Il pubblico ha apprezzato e ha spedito una valanga di e-mail, come raramente è capitato per gli sceneggiati radio.
In una parola: Missione Compiuta!
 

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