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I Retroscena |
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I retroscena del fumetto
di Radio 2 RAI,
in un'intervista che
ho rilasciato nel novembre 2000.
Torinese,
quarant’anni, un esordio come disegnatore di fumetti e molte esperienze
di qualità nello spettacolo (con tanta radio dal 1976): Arturo Villone
è un professionista preparato e intransigente. Rigore e creatività,
puntiglio e ironia. Sembrano requisiti in contrasto ma lui si spiega così
:
"Goethe diceva ‘il genio
è pazienza’, io non sono un genio ma ho molta pazienza!
L’amore per il teatro, la
musica, il cinema e il mondo dello spettacolo non bastano, bisogna curare
ogni dettaglio. Io privilegio la qualità alla quantità. In
giro (ahimè) c’è molta approssimazione, con la quale ci troviamo
ogni giorno a fare i conti.
Quando ho accettato di fare
Diabolik, mi sono documentato su tutto ciò che era stato scritto
su di lui e, prima di entrare in studio, ho approfondito il personaggio
per due mesi e mezzo. Ho parlato con l’editore Gomboli,
con il disegnatore Zaniboni, con diversi
fan, ho persino provato a disegnarlo io,
per capirlo meglio!"
Diabolik,
per la prima volta un fumetto alla radio…
"Sì, l'impresa era
affascinante, si trattava di dare al personaggio tutto quello che non ha
mai avuto nei suoi quarant’anni di vita su carta: il fumetto si vede e
non si sente, la radio si sente e non si vede, i due mezzi sono complementari,
unendoli, Diabolik finalmente vive !"
A
chi è venuta l’idea?
"Ad Armando
Traverso, autore e conduttore RAI, che ha deciso di puntare sul fumetto
e ha trovato grande consenso in Sergio Valzania, direttore di Radio Due
RAI. Poi Mario Gomboli
(soggettista di Diabolik dal 1967 e oggi direttore della casa editrice
Astorina) ha scelto le storie, lo stesso Traverso le ha adattate e io,
in qualità di regista, sono diventato una sorta di ‘disegnatore
radiofonico’.
L'idea mi ha appassionato
subito, visto che sono un ex fumettista.
Sono lusingato che la RAI
l'abbia proposto proprio a me, ma questo mi ha fatto capire subito che
non avrei avuto vita facile: la RAI infatti mi chiama sempre quando ci
sono matasse ingarbugliate, non so se lo fanno per stima nei miei confronti
o solo perché sono l'unico (fesso) che accetta certi lavori a rischio.
(e quando rischio la faccia, purtroppo io non ho le maschere di Diabolik...)"
Quali
sono state le maggiori difficoltà?
"A parte i problemi organizzativi,
la responsabilità era grande, innanzitutto è il primo fumetto
che viene fatto alla radio, poi il personaggio è entrato nella storia
del costume italiano e la mia preoccupazione era quella di non tradire
le aspettative dei lettori
fedeli (che sono tanti); infine occorreva dare alle vicende un taglio
cinematografico per ricostruire le scene d'azione contenute nel fumetto.
Per questo ho cercato sonorità inedite per la radio, combinando
voci, musiche ed effetti sonori importati dal cinema americano, che ho
dosato però con gusto europeo.
I primi giorni in via
Asiago erano tutti perplessi (combinazione era tutta gente con cui
non avevo mai lavorato), mi guardavano come un UFO, ma poi si sono entusiasmati
anche loro!
Non
è facile tradurre un successo da un media a un altro...
Tutte le volte che un fumetto
ha cambiato media ha corso grandi rischi, io stesso come disegnatore e
lettore di fumetti sono rimasto il più delle volte deluso: l’Uomo
Ragno, Tex Willer, Flash Gordon, Hulk, Devil, gli stessi X-Men.
La cosa è successa
anche per Diabolik, con i cartoni animati in onda su Italia 1 che sono
rivolti a un pubblico di bambini, ma che hanno tradito gli affezionati.
La sfida maggiore per me
quindi non era con gli ascoltatori abituali di Radio Due, ma con quelli
del fan club di Diabolik che sono da sempre i più critici.
Ho tentato nel mio piccolo
un’operazione simile a quella che ha fatto Tim Burton quando ha portato
Batman sugli schermi, ho cercato di dare un minimo di profondità
al personaggio, staccandolo dalla bidimensionalità del foglio di
carta. Spero di esserci riuscito."
Chi
è la voce di Diabolik ?
"Mi sono impuntato e ho voluto
Luca
Ward, il doppiatore de ‘Il Gladiatore’, del ‘Corvo’ e degli ultimi
007. E' stato il suo debutto in radio, ha assicurato al personaggio
una voce da brivido, sa passare dai toni romantici e avvolgenti al gelo
e alla spietatezza dell’assassino.
Era difficile trovare una
voce come la volevo io, che fosse nel contempo romantica e spietata, profonda
e giovane, suadente e dura, buona e cattiva. Penso che Luca, con la sua
voce tenebrosa, ci sia riuscito egregiamente.
È riuscito a comunicare
quel tormento interiore che vive il personaggio, in fondo Diabolik parla
quasi sempre sottovoce e quando è in pubblico usa la maschera e
la voce di un altro, qualche ‘problema’ lo deve avere...
Luca riesce a cambiare voce
così bene, che in certi casi ho fatto interpretare a lui gli altri
personaggi: diventava irriconoscibile.
È
stato facile passare dal dire al fare ?
Non avevo mai lavorato con
Luca, ma devo dire che ci siamo trovati subito, lui è famoso perché
quando ha doppiato il Gladiatore lo ha voluto fare con l’elmo in testa!
Il Corvo l’ha invece voluto doppiare con turni di notte. I suoi colleghi
lo prendono in giro, ma lui dice che così entra meglio nel personaggio.
Per doppiare Diabolik ha
appeso di fronte al leggio il disegno
che avevo fatto io: dice che quando doppia un personaggio vuole guardarlo
negli occhi...
Io l’ho fatto recitare da
seduto, da sdraiato, a seconda di come doveva risultare la voce per radio;
tutti ci guardavano in modo strano, ma noi ci siamo divertiti molto, e
penso che questo alla fine per radio si senta!"
E
le altre voci ?
"Tutto il cast è di
altissimo livello ed è stato scelto con estrema cura tra le più
belle voci d'Italia.
Roberta
Greganti è la voce di Eva Kant.
Per Eva cercavo un’interpretazione
da dark lady come la Sharon Stone di ‘Basic Instinct’, poi ho scoperto
che quel film doveva doppiarlo proprio Roberta, ma aveva rinunciato per
ragioni di maternità.
Francesco
Prando è un ispettore Ginko perfetto: con una voce simile a
quella di Diabolik ma più solare e umana. Gea
Lionello (figlia di Alberto) dà invece la voce alla duchessa
Altea di Vallemberg.
Mi piace molto anche la
voce del Sergente, Emilio Cappuccio, uno dei doppiatori di Marlon Brando.
Paolo Lombardi, la celebre voce di Hitchcock, interpreta King, il primo
boss ucciso da Diabolik. Gioacchino
Maniscalco è invece Wolf, il chimico che vuole rubare a Diabolik
il segreto delle maschere (inutile dire che fine fa).
Ho voluto anche delle voci
straniere come Jacques Peyrac, Helmut Hagen e Pat Starke, per accentuare
il sapore mittel-europeo già cercato in origine dalle sorelle
Giussani.
In un caso d'emergenza ho
dovuto prestare anch'io la voce a un personaggio (il maggiordomo di Altea)
un po' come faceva Hitchcock nei suoi film..."
Hai
altri aneddoti ?
"Qualcuno c’è. Uno
riguarda il giorno della conferenza stampa, quando Mario Gomboli ha telefonato
a Luciana Giussani e le ha detto : ‘Ti passo Diabolik !’ e l’ha fatta parlare
con Luca Ward, è stato un momento
emozionante.
Un altro aneddoto riguarda
Gea
Lionello: una Domenica mi ha chiamato dicendo che aveva il raffreddore
e che non sapeva se sarebbe riuscita a lavorare, io l’ho pregata di venire
lo stesso. Il giorno dopo quando è arrivata le ho chiesto subito
: ‘Non ti sarà mica passato il raffreddore ? Devi recitare una scena
in cui Altea è ammalata in ospedale !’ Inutile dire che l’interpretazione
è stata sublime.
Non tutti i registi si preoccupano
della salute dei loro attori come faccio io..."
Come
hai risolto il problema delle maschere ?
"Il mestiere di rumorista,
nella radio e nel cinema, purtroppo è in via di estinzione, e quindi
ho dovuto fare da me. Quello delle maschere ovviamente è il primo
problema che mi sono posto. Ho pensato di risolvere il problema col rumore
di un guanto da chirurgo, sottolineato da un effetto sonoro o da un’enfasi
musicale. Per quanto riguarda il parlato, Diabolik usa la voce del personaggio
a cui si sostituisce, ma le due voci si scambiano con una dissolvenza rapidissima,
a seconda dei momenti."
Diabolik,
un eroe ‘in nero’ che piace alle donne…
"E’ vero! Prima di tutto
non immaginavo quanti fossero gli appassionati sommersi di Diabolik : sono
un esercito, l’ho scoperto mentre ci lavoravo. Gente insospettabile, di
ogni età, che lo ama segretamente e che finalmente può parlarne
con qualcuno senza vergogna!
E poi, sorpresa delle sorprese,
pensa che i lettori fedeli del fumetto sono per il 50% donne (non dimentichiamo
che è stato ideato da due donne, le sorelle
Giussani). Ma dal mio studio sul personaggio emerge un altro dato:
alle donne non piace solo Diabolik ma anche Eva. Vedono in lei una femminilità
sobria che la fa apparire un'amica, non una rivale. In fondo i due sono
una coppia stabile da quasi 40 anni, sono
visti come l'ultimo baluardo del romanticismo, da quando si sono lasciati
anche Al Bano e Romina!"
Quante
puntate avete previsto?
"Venti in tutto, della durata
di dodici minuti ciascuna. Andranno in onda ogni mattina – a partire dal
13 novembre – su Radio Due alle otto e quarantacinque. Ma la storia avrà
anche un’appendice a fumetti a Dicembre,
con un doppio finale a sorpresa !
Per l’occasione è
stata inoltre realizzata dalla casa editrice una breve storia inedita,
a tiratura limitata, intitolata ‘Colpo
alla RAI’ che diventerà ben presto un culto tra gli appassionati.
Il collezionismo fa cose
folli : lo sapevate che l’albo numero uno
originale di Diabolik è quotato attorno ai sette milioni ?"
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